Lunedì 29 Agosto 2011

Reazioni, commenti e appelli
La voce e le mail dei partecipanti

Fioccano le reazioni, i commenti e le prese di posizione dei partecipanti alla manifestazione al Pirellone e in Piazza della Scala a Milano contro la manovra.

Ecco alcuni messaggi inviati alla nostra redazione.


Davide Casati, vicesindaco di Scanzorosciate
«Una manifestazione per far capire al Governo che questa manovra per i Comuni è insostenibile perché significa tagliare i servizi ed aumentare i costi a carico delle famiglie colpendo soprattutto le fasce più deboli come i diversamente abili! La situazione è ormai insostenibile con il paradosso che i Comuni hanno i fondi per le opere pubbliche bloccati. Non sono i Comuni che fanno gli sprechi, non sono i Comuni che hanno le auto blu, i loro amministratori non sono la casta che percepisce indennità e rimborsi esagerati (quando sono alcune centinaia di euro è tanto)! Il Governo deve azzerare i tagli e sbloccare i fondi accantonati dalle comunità locali per far ripartire l'economia e sostenere il welfare locale per i propri cittadini.

Matteo Rossi, resp.enti locali Pd Lombardia
«Siamo qui con centinaia di sindaci che sono un pezzo dell'Italia migliore, passione e competenza a servizio delle nostre comunita'. Chi spaccia il taglio dei Comuni come una lotta ai costi delle politica racconta una balla spaziale. Si riprenda piuttosto la discussione della Carta delle autonomie ascoltando le proposte dei Comuni. Unica nota dolente: mi sembra di non aver visto il Presidente Pirovano, peccato, ha perso un'altra occasione per dimostrare vicinanza alle nostre comunita'».

Antonio Misiani (Pd)
«Sacrosanta la protesta dei sindaci. La manifestazione di centinaia di sindaci di ogni colore politico deve far riflettere la maggioranza e il Governo. La protesta è sacrosanta e il suo carattere trasversale le conferisce una particolare valenza. In poco tempo il mondo delle autonomie locali è passato dalle promesse miracolistiche legate all'attuazione del federalismo fiscale al risveglio amarissimo di tre manovre (quella del 2010 e i due decreti di quest'estate) che hanno scaricato sugli enti locali una parte del tutto sproporzionata dello sforzo di risanamento dei conti pubblici. Oggi i comuni sono vicini al punto di rottura, tra tagli insostenibili dei loro bilanci e "riforme" affrettate e raffazzonate che individuano nelle istituzioni democratiche locali un comodo capro espiatorio da dare in pasto all'opinione pubblica che chiede meno costi della politica. Il nodo degli enti locali è uno dei piú delicati delle due manovre dell'estate 2011. Senza un chiaro cambio di rotta, il rischio non è solo la morte nella culla del federalismo fiscale, ma soprattutto un colpo durissimo per la crescita (che non riparte se gli investimenti locali crollano) e la coesione sociale (che dipende in misura cruciale dalla tenuta del welfare territoriale). Il Pd ha presentato da tempo le sue controproposte: il ridimensionamento dei tagli, spostando il riequilibrio dei conti pubblici sulle amministrazioni centrali; un piano serio di razionalizzazione e accorpamento delle province; la gestione associata dei servizi obbligatoria per i piccoli comuni come chiave per recuperare efficienza e risorse a livello municipale. Sono proposte che coincidono in larga parte con quelle avanzate dalle autonomie locali. Ci auguriamo che il Governo le raccolga, iniziando a cambiare segno ad una manovra iniqua e inefficace».

e.roncalli

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