Lunedì 29 Agosto 2011

«No a tagli sproporzionati»
Formigoni: lo Stato venda e dismetta

«Un'assunzione di responsabilità». Così il presidente della regione Lombardia, Roberto Formigoni, ha sintetizzato il senso della manifestazione indetta questa mattina dall'Anci (Associazione nazionale dei Comuni italiani) che ha portato a Palazzo Pirelli un migliaio di sindaci e amministratori provenienti da tutta Italia. Fra loro il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani, quello della provincia di Milano, Guido Podestà, il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, quello di Roma, Gianni Alemanno, e il presidente e vicepresidente dell'Anci, Osvaldo Napoli e Attilio Fontana.

DA RESPONSABILITA' DI TUTTI MENO TASSE PER I CITTADINI - "Se i primi cittadini di tanti e tanti comuni d'Italia oggi hanno deciso di venire a Milano - ha esordito Formigoni - vuol non solo che stanno vivendo un disagio legittimo nei confronti di provvedimenti che riteniamo sbagliati, ma anche e soprattutto che hanno deciso di assumersi una responsabilità. Ne abbiamo parlato tanto in questi giorni di incontri con tutti gli Enti. Abbiamo usato il linguaggio della responsabilità, abbiamo detto che siamo consapevoli del momento di grande difficoltà che sta attraversando il Paese e ribadito la nostra piena volontà di fare la nostra parte". Formigoni ha anche ricordato come la manovra correttiva di agosto sia la terza "ad abbattersi in soli 13 mesi" sul comparto Regioni, Province e Comuni imponendo "dei tagli assolutamente sproporzionati". Il presidente ha fatto notare che lo Stato, mentre grava per oltre il 75% sulla spesa pubblica, prevede per se stesso tagli del 24% e "questo è inaccettabile - ha detto -. Mi aspetto dunque una drastica riduzione delle tasse ai cittadini, una drastica riduzione dei tagli a Regioni, a enti locali e provvedimenti strutturali".

SI ALLA REVISIONE DI TUTTI I LIVELLI DI GOVERNO - "A questa assoluta sproporzione, almeno nella fase iniziale della manovra -ha rimarcato Formigoni - è stata aggiunta una cattiveria che è anche una sciocchezza, vale a dire la cancellazione dei piccoli comuni. Noi siamo pronti a fare la nostra parte, ma questo discorso deve valere per tutti i livelli di amministrazione". Il risparmio, secondo il presidente lombardo, sta infatti nell'accorpamento delle funzioni dei piccoli comuni e non certo nella loro soppressione". Ha auspicato poi "un riordino delle Province che devono essere affidate all'Ente costituzionalmente preposto, ossia le Regioni che devono dialogare con le Province stesse". "Anche per quanto riguarda le Regioni - è l'affondo di Formigoni - bisogna capire che forse 22 in Italia sono troppe e troppo piccole. Questo non ci permette di competere. Abbiamo bisogno di Regioni più grandi, più efficienti, dotate di maggiori poteri all'interno di quel processo di federalismo per il quale in tanti ci siamo battuti". "Vogliamo essere in prima linea nel dare più efficienza alle nostre amministrazioni - ha chiosato Formigoni - nel risparmiare tutto quello che deve essere risparmiato e nel dare ai cittadini di più, mettendo in tasca di meno anche per quanto riguarda le nostre retribuzioni".

LE RICHIESTE ALLO STATO, VENDITE E DISMISSIONI - Da qui le richieste che Formigoni ha avanzato Stato "proprio perché all'Italia vogliamo bene". "Lo Stato deve partire da sé - ha detto - dismettendo e vendendo il patrimonio pubblico che, secondo le quotazioni, vale decine di miliardi di euro. Vanno dismesse anche le partecipazioni che superano il 51% in società non strategiche". Formigoni ha anche sottolineato che lo Stato ha una spesa burocratica piuttosto alta evidenziando che "se lo Stato amministrasse se stesso con gli stessi criteri con cui amministriamo in Lombardia ci sarebbe un risparmio ogni anno di 7 miliardi di euro". Questa dunque, secondo Formigoni, è la ricetta per ridare ai cittadini un senso di una responsabilità "vogliamo essere insieme: Regioni, Comuni, Province e Stato per fare un discorso virtuoso, l'Italia può uscirne più forte, solo se ciascuno eserciterà fino in fondo la propria responsabilità".

a.ceresoli

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