Lunedì 29 Agosto 2011

«Ricordiamolo sereno e felice»
Cornalba piange Andrea Leporini

«Un grande amore si conserva con il ricordo di un Andrea felice e sereno». A dirlo don Martino Lanfranchi, parroco di Serina e Cornalba dove lunedì pomeriggio è stato celebrato il fuenrale di Andrea Leporini, il giovane bergamasco 29enne morto all'improvviso sull'isola di Sint Maarten, dove da sei mesi lavorava come pizzaiolo.

In chiesa i familiari hanno protato le ceneri del giovane che le autorità locali hanno consegnato ai familiari quando hanno raggiunto l'isola dove il ragazzo è deceduto. A tenere in mano l'urna il fratello minore, Stefano, di 20 anni. «Da sempre l'uomo alimenta il desiderio di immortalità, l'uomo moderno pretende di non soffrire, non morire: questo atteggiamento è infantile - continua il sacerdote -. Dobbiamo avere coraggio e farci forza. Non guardiamo la morte come un'ingiustizia, morire è l'unica cosa certa della nostra esistenza. Il Signore sta riportando il nostro fratello Andrea nella casa eterna».

Sulla sua morte poche informazioni. Nel rapporto della polizia di Philipsburg, la capitale di Sint Maarten, isola dei Caraibi, si parla di «nessun atto di morte violenta», e l'ipotesi riferita ai familiari sarebbe quella di un'ischemia. Ma lo zainetto del giovane è stato ritrovato, con i suoi effetti personali, in tutt'altra zona dell'isola. Il corpo senza vita di Leporini è stato trovato lo scorso 17 agosto alle 14 a Windsor Lane di Cole Bay, nella parte meridionale della piccola isola.

Il corpo del bergamasco si trovava in un cespuglio: la salma non presentava «segni evidenti di ferite o di un crimine – si legge – e il medico legale non ha potuto determinare la causa esatta della morte». Si parla poi della possibilità che sia stata fatta un'autopsia, il cui esito non sarebbe però ancora noto. Sempre secondo la stampa locale pare che il giovane fosse già noto alla polizia dell'isola e sembra che tempo addietro fosse pure stato preso in custodia dalla stessa polizia e rilasciato. La questura di Bergamo è stata informata dell'accaduto e agli atti risulta la morte per cause naturali.

Andrea Leporini si trovava ai Caraibi da 6 mesi e lavorava come pizzaiolo. È stato proprio il suo datore di lavoro a informare i genitori dell'improvvisa morte del ventinovenne. Papà Antonello e mamma Claudia hanno subito avviato le pratiche per raggiungere l'isola caraibica, dove avrebbero voluto vedere il figlio e capire l'accaduto. Invece le autorità locali, dopo averli invitati a tornare la mattina successiva perché ormai era tardi, il giorno dopo hanno consegnato alla coppia soltanto l'urna con le ceneri.

«Di fronte alla morte noi cristiani siamo smarriti, disorientati – ha proseguito don Lanfranchi durante l'omelia -, ma non restiamo del tutto schiacciati da questo trauma perché c'è la fede che ci sorregge e ci aiuta. Il dono della fede è importante nei momenti difficili della nostra esistenza». In chiesa tutto il paese si è raccolto per l'ultimo saluto: moltissimi giovani, tanti occhi lucidi. La famiglia, stretta nel dolore, ha voluto mantenere il riserbo su quanto accaduto ai Caraibi, preferendo vivere queste ore di lutto e dolore senza il clamore dei media.

e.roncalli

© riproduzione riservata