Giovedì 01 Settembre 2011

Il vescovo Beschi con i giostrai:
«Donate gioia e serenità d'animo»

«In ogni territorio in cui approdate, c'è sempre una chiesa che, come una casa aperta, vi accoglie come fratelli. La vostra vita è faticosa, avete tante preoccupazioni, spesso il vostro lavoro dà poco risultato e avete la tentazione di smettere. Non arrendetevi, gettate le vostre reti fra la gente, a cui donate non soltanto il divertimento, ma soprattutto la gioia e la serenità d'animo. Sono fra i doni più belli per l'uomo del nostro tempo».

Sono le parle del vescovo Francesco Beschi che stamattina si è recato al lunapark di Celadina, dove ha celebrato la Messa sulla pista degli autoscontri. È la prima volta che accadeva nella nostra diocesi e l'emozione era tanta nelle 70 famiglie di lunaparkisti, con 150 persone di ogni età, fra cui anche anziani ammalati. Era presente suor Franca Stevanato, dell'istituto delle suore di Carità, da sedici anni impegnata nella pastorale dei lunaparkisti.

«Le porgiamo il caloroso benvenuto nella città della festa — ha detto un rappresentante del lunapark salutando il vescovo —. A causa del nostro lavoro, non abbiamo potuto studiare e la piazza è stata la nostra scuola. In un film, il regista Federico Fellini ci ha definiti viaggiatori della luna. Infatti, portiamo sulle strade del mondo il nostro lavoro, le nostre famiglie e l'allegria. Siamo persone che lavorano, viviamo momenti difficili con poco guadagno. Talvolta qualcuno di noi pensa di smettere. Però poi pensiamo ai bambini. E finché ci sarà un bambino, le nostre giostre gireranno».

«Questo luogo potrebbe essere come la barca di Pietro, a cui il Signore dice di gettare le reti — ha esordito il vescovo all'omelia riprendendo il Vangelo della pesca miracolosa —. Il vostro lavoro vi porta a cambiare spesso luogo, ma ovunque troverete una chiesa che vi accoglie. Anche facendo bene il vostro lavoro potete vivere la vostra fede».

Dopo la Messa il momento di convivialità, a cui si è unito un gruppo di circensi. «È bello vedere generazioni di giovani, adulti e anziani tutti insieme con riconoscenza — ha detto il vescovo —. Quando ero giovanissimo salivo anch'io sugli autoscontri, ma anche da curato con i miei giovani». E da queste parole inevitabile l'invito a salire sulle macchinine.

Insieme al vescovo hanno concelebrato il parroco di Celadina don Mario Carminati, il cappellano della missione Santa Rosa da Lima don Mario Marossi e il direttore del Segretariato diocesano migranti don Massimo Rizzi.

e.roncalli

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