Giovedì 22 Settembre 2011

Verdello, sottopassi beffa
Dal 2005 è ancora chiuso

L'ingresso è sbarrato da un cancello, chiuso con un grosso lucchetto. «Vietato l'accesso ai non addetti ai lavori». Il cartello ormai arruginito è un dettaglio. Non proprio un bel biglietto da visita per un'opera che dovrebbe essere nuova di zecca. A Verdello, in via Don Minzoni, a quella strada chiusa in mezzo alla campagna non ci fa più caso nessuno. Da lì si dovrebbe raggiungere Verdellino in auto. È tutto pronto: la strada è stata completata più di un anno fa, il sottopasso è pronto da molto prima. Ma l'accesso è ancora chiuso.

Che quest'opera sia un'odissea è roba nota a Verdello, roba da Gabibbo. Questo è l'unico dei sottopassi previsti da Rfi nell'ambito del raddoppio dei binari della linea Bergamo-Treviglio Ovest completato nel 2005 ad essere ancora chiuso. Da lì non si passa, e per andare a Verdellino - da quando non c'è più il passaggio a livello - bisogna attraversare il centro storico del paese e passare per l'altro sottopasso, quello che si trova in via Veneto, realizzato sempre nell'ambito dei lavori del raddoppio dei binari.

Un paio di chilometri in auto, per passare dall'altra parte dei binari e raggiungere Verdellino che in linea d'aria dista pochi metri. Non proprio una comodità. Lo sanno bene gli abitanti di questa zona a nord-ovest di Verdello.

Il sottopasso di via Don Minzoni (un progetto da un milione e 250.000 euro) è al palo, per tanti ragioni, ritardi, problemi tecnici. L'ultimo suona come una beffa: quando piove il sottopasso si allaga completamente, il segno del livello dell'acqua lo si vede sul muro del tunnel con fanghiglia e chiazze di umidità.

L'acqua arriva fino ad un metro di altezza. «E io in quelle condizioni non lo apro di certo. Troppo pericoloso», dice il sindaco Luciano Albani che le sta provando tutte per smuovere Rfi. «A maggio ci siamo incontrati in Regione e ci hanno detto che sarebbero venuti per un sopralluogo. Stiamo ancora aspettando. Ho anche chiamato la Provincia per chiedere di fare da tramite con la Regione perché intervenga con Rfi. Anche al Pirellone si sono stupiti che i tecnici non fossero ancora venuti a Verdello».

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m.sanfilippo

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