Aumento dell'Iva e dell'Ipt:
«Per la mia auto 427 € in più»

Le brutte sorprese per le famiglie non sono finite. Chi ha ordinato l'auto nei mesi scorsi, e ora deve ritirarla, deve fare i conti non solo con l'aumento dell'Iva (+ 1%) ma anche con l'aggravio dell'Ipt. Un nostro lettore ha tradotto in soldoni: 427 euro in più.

Aumento dell'Iva e dell'Ipt: «Per la mia auto 427 € in più»

Le brutte sorprese per le famiglie non sono finite. Chi ha ordinato l'auto nei mesi scorsi, e ora deve ritirarla, deve fare i conti non solo con l'aumento dell'Iva (+ 1%) ma anche con l'aggravio dell'Ipt, cioè la tassa provinciale di trascrizione. Un nostro lettore ha tradotto in soldoni il salasso: 427 euro in più.

Ecco il suo racconto e alcune sue considerazioni
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«Buonasera,
scrivo dalla provincia di Bergamo e mi rivolgo a Voi perchè spero che più persone possibile possano sapere la mia indignazione per quanto ho dovuto sopportare grazie al varo della manovra finanziaria di settembre.

Il giorno 5 luglio ho stipulato un contratto di acquisto di un auto presso una casa automobilistica: prezzo finale concordato "chiavi in mano" con ritiro dell'usato, sconto da listino, Iva e Ipt di 22.800 euro.

Due giorni fa, 27 settembre, l'auto è arrivata e ho ricevuto la comunicazione dal venditore che purtroppo l'Iva è aumentata dell' 1% (+225 euro) ed è cambiato il calcolo dell' Ipt, passata da 196 euro a 398 euro (+ 203%!!!!)

Il tutto ha voluto dire un esborso ulteriore di 427 euro (+1,9%) rispetto a quanto concordato il 5 luglio, quando nulla di tutto ciò era in previsione.

Alcune case automobilistiche si stanno impegnando nel mantenere i prezzi bloccati ma non voglio incolpare chi mi ha venduto l'auto per non averlo fatto. Credo che il problema sia un altro.

Credo che in questi ultimi anni i palazzi romani si siano riempiti di persone che si trovano lì esclusivamente per risolvere le proprie questioni personali, a partire dal presidente del consiglio. Mai come in queste ultime legislature ci siamo trovati di fronte politici incompetenti, assenti e dinteressati ai problemi del Paese.

La crisi sta mettendo a dura prova tutti i governi e l'Italia non sta facendo una gran figura: la manovra finanziaria è partita a Ferragosto, con modifiche e contromodifiche, sbandierando il contributo di solidarietà per i redditi più alti e la lotta all'evasione fiscale.

Alla fine però, ancora una volta, la mano maggiore la si chiede ai piccoli consumatori finali. Fortunatamente in famiglia lavoriamo in due ed abbiamo degli stipendi decorosi da poterci ritenere fortunati.

Ma ci riteniamo il ceto medio impoverito; così facendo non si fa altro che andare sempre di più a penalizzare pesantemente chi ancora, nonostante la crisi, qualche euro lo spende ed un piccolo contributo per far girare l'economia lo fornisce (abbiamo comprato una macchina ed una casa che stiamo pagando con il mutuo).

Avanti di questo passo non credo che potremo andare per molto tempo.
Grazie per l'attenzione»
Luca Ranghetti

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