Lunedì 07 Novembre 2011

La vita avventurosa di Antò:
trovata nei boschi dopo 29 giorni

«Jack London probabilmente ci avrebbe scritto un libro». Come dare torto alla padrona di Antò? È la cagnolina maltrattata, adottata via web, arrivata in Val Seriana in aereo, imboccata per sei mesi, fuggita spaventata, ritrovata dopo 29 giorni nei boschi.

Noi vogliamo raccontare la sua storia cominciando col lieto fine. Antò -  nessuno lo sa di preciso perché è stata adottata - ha una decina d'anni. Si era persa il 9 ottobre quando con i suoi padroni era andata a vedere le cascate del Serio.

Mariantonia Ferracin, suo figlio Alessandro e la cagnolina stavano camminando: all'improvviso è passato un gruppetto di ragazzini con bastoni da arrampicata in mano. Antò, quando ha visto quei bastoni, anche se i ragazzini non hanno fatto assolutamente nulla per spaventarla, è scappata: l'hanno cercata a lungo, senza successo.

Allora Mariantonia e Alessandro, 10 anni, hanno tappezzato la zona di cartelli, hanno fatto annunci su riviste e giornali, hanno lanciato appelli su radio e tv locali, hanno chiesto aiuto al popolo di Facebook. Un popolo che ha risposto, con incredibile attenzione.

Chi aveva letto l'appello su internet, e andava per qualsiasi ragione in montagna, ha lasciato resoconti dettagliati: ma di Antò non è stata trovata traccia. Fino a quando domenica, 6 novembre, a mezzogiorno è arrivata una telefonata: dall'altro capo del filo una famiglia di Valbondione.

Antò era stata vista più volte, la sera, uscire dal bosco e avvicinarsi alla casa, dove rubacchiava qualche crocchetta che i padroni lasciavano per i propri gatti. Di giorno nessuno l'aveva mai vista: probabilmente aveva paura e si nascondeva nei boschi, dove è vissuta sfidando la pioggia e il freddo.

Mariantonia e Alessandro, domenica sera, sono partiti intorno alle 20 e, con l'aiuto di chi aveva segnalato la presenza del cane, hanno aspettato con pazienza. Alle 20,30 Antò è uscita dal bosco: aveva fame.

Quando l'hanno chiamata, si è spaventata ed è scappata lungo la strada verso Lizzola. L'hanno inseguita per 200 metri. Poi Antò ha capito chi la rincorreva, è corsa verso la padrona e le è saltata in braccio. Così, alla fine, è tornata a casa, felice.

La vita della cagnolina era iniziata male: nata una decina di anni fa in Sardegna, era finita in un canile. Maltrattata a lungo, era stata salvata da un'associazione, che aveva messo un annuncio su internet cercando chi potesse adottarla. L'annuncio recitava più o meno così: «Antonina cerca qualcuno con cui tornare a vivere».

Mariantonia Ferracin l'aveva scoperta sul web: colpita dal nome della cagnolina, simile al suo, aveva deciso di adottarla e di regalarla al figlio come dono per il Natale 2007. Antonina, poi ribattezzata Antò, nel gennaio 2008 grazie ai volontari dell'associazione sarda è stata spedita a Bergamo con l'aereo.

I suoi nuovi padroni l'hanno dovuta imboccare per 6 mesi, prima che Antò cominciasse a mangiare da sola. Poi è diventata l'ombra di Mariantonia, che lavora come geologa nella zona di Gandellino: il cane seguiva la sua padrona ovunque, anche nei cantieri.

Durante la gita alle cascate del Serio ha rischiato di perdersi per sempre: ma la tenacia accumulata in tanti anni di disavventure l'ha aiutata a sopravvivere. Ora Antò è di nuovo a casa. Jack London, pensaci: non sembra uno dei tuoi racconti?

Roberto Clemente

r.clemente

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