Lunedì 14 Novembre 2011

Dispersi domenica sulla Presolana
Soccorsi nella notte, stanno bene

Stanno bene e sono arrivati alla base del Soccorso Alpino di Clusone intorno alle 3.15 i due alpinisti dispersi sulla Presolana e salvati dai volontari del Soccorso alpino che li avevano individuati intorno alle 22 di domenica 13 novembre.

Prigionieri dall'oscurità a 2.500 metri di quota, i due giovani alpinisti lariani - uno di 22 anni, l'altro di 23 - erano rimasti bloccati sulla vetta centrale della Presolana. I due erano partiti in mattinata ed erano saliti attraverso la via Longo. Non si sa a che ora sono arrivati sulla cima, ma soprattutto non si capisce per quale motivo non abbiano deciso di interrompere l'arrampicata dopo essersi resi conto che, proseguendo, mai sarebbero riusciti a ridiscendere con la luce. Fatto sta che l'allarme scatta solo alle 18,30, quando ormai è buio. «Siamo bloccati in vetta alla Presolana centrale, non sapete indicarci un bivacco?», hanno chiesto via telefono al 118. La richiesta viene girata al Soccorso alpino di Clusone, che prova a contattare i dispersi. Il cellulare è però spento. C'è il sospetto che possa trattarsi di uno scherzo, ma le operazioni di recupero scattano lo stesso.

Da Clusone hanno agito in quattro che sono saliti alla vetta della Centrale tramite il canale Bendotti. Non esistono altre soluzioni, anche perché nella zona in cui sono bloccati i due non ci sono bivacchi. Il più vicino è il «Città di Clusone», sopra la cappella Savina, a mezz'ora di cammino dalla grotta dei Pagani, ma sta sulla Presolana occidentale: raggiungerlo per i due sarebbe assurdo, molto meglio recuperarli salendo per il «Bendotti».

Quando sono le 19,50 la loro auto viene rintracciata al Passo e alle 20 i 4 tecnici lasciano il fuoristrada alla malga Cassinelli e cominciano ad attaccare il canalone. Alle 20,45 sono i due lariani a mettersi in contatto con la centrale del Soccorso alpino: «Stiamo bene, siamo alla Croce della Presolana, cerchiamo un bivacco». Viene loro risposto di non muoversi, perché in zona non ci sono tetti per la notte e perché i soccorritori stanno arrivando. Poco dopo le 22 i 4 tecnici sono in vetta, sentono le voci dei due ragazzi. Li hanno trovati. Comincia la discesa, che termina alle 3.15 con l'arrivo alla base del Soccorso alpino di Clusone. I due alpinisti, infreddoliti e stanchi, stanno però bene. Ascolta il racconto del soccorso di Renato Ronzoni, delegato del Soccorso alpino orobico, che rivolge un appello agli alpinisti: «Attenzione alle insidie della montagna».

fa.tinaglia

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