Lunedì 14 Novembre 2011

Sedici gruppi alpini a Palazzago
per l'addio ad Angelo Benedetti

Sedici gruppi alpini e la chiesa parrocchiale di Palazzago gremita hanno dato l'ultimo abbraccio a Angelo Ferruccio Benedetti, lo storico fondatore del famoso parco delle Cornelle di Valbrembo, morto venerdì 11 a 72 anni per un male incurabile.

Il carro funebre con una jeep degli alpini di Palazzago è arrivato dalla cappella del Roccolo, sopra Palazzago, che era stata realizzata proprio da Benedetti nei pressi della sua casa. E l'imprenditore riposerà nella cappella di famiglia del cimitero di Palazzago che guarda proprio verso il roccolo.

Ad accogliere il carro funebre, vicino al monumento degli alpini, sedici sezioni di penne nere che hanno scortato la bara in chiesa, gremita in ogni ordine di posto, con molte persone in piedi e sul sagrato. Presenti la moglie Luigina e i figli Emanuele, Nadia e Lucy.

Nella sua omelia il parrocco don Giuseppe Navoni ha preso spunto dalla poesia «L'infinito» di Giacomo Leopardi paragonando l'ermo colle alla casa di Benedetti, dove l'imprenditore - malato da tempo - ha voluto esalare l'ultimo respiro e sottolineando la locuzione «più in là» che indica il trapasso e la resurrezione.

La preghiera degli alpini, preceduta e chiusa dalle trombe delle penne nere, è stata recitata da Umberto Riceputi, capogruppo della sezione di Palazzago. Un amico ha voluto rendere il suo omaggio personale ed è scoppiato in lacrime ringraziando Angelo per tutto il bene che ha fatto.

Presenti ai funerali anche l'onorevole Gabriele Cimadoro, che ha ricordato il vecchio amico, un testone grande imprenditore, il sindaco di Valbrembo Claudio Ferrini e un altro esponente leghista, il consigliere regionale Roberto Pedretti.

m.sanfilippo

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