Domenica 20 Novembre 2011

Comprensorio a Colere, Orobievive:
«Il tentativo andrà di nuovo a vuoto»

Orbievive, associazione per la tutela delle Orobie, interviene sul comprensorio annunciato a Colere-Lizzola: «Il comprensorio è stato bocciato dalla Regione. Questo ennesimo tentativo andrà di nuovo a vuoto».

«Sono dichiarazioni - scrive in un comunicato il coordinatore di Orobievive Paolo Locatelli - che lasciano il tempo che trovano e che al massimo serviranno per vendere le seconde case del resort, che sarà come al solito il vero affare dell?operazione».

Il comunicato di Orobievive
«Piste da sci-seconde case, purtroppo è uno schema speculativo che è da decenni che viene reiterato sulle nostre Orobie e che è ambientalmente devastante: scavi, immense movimentazioni terra ed impermeabilizzazione dei suoli rendono ancor più fragile il nostro territorio.

La prevenzione del dissesto idrogeologico dovrebbe essere la priorità degli amministratori locali, provinciali e regionali mentre qui sinceramente va nella direzione opposta. Forse il sindaco di Colere non sa cosa sia la neve artificiale ma abbiamo il dubbio che non sappia nemmeno cosa siano i cambiamenti climatici: non solo è in atto un reale innalzamento delle temperature sulle nostre montagne ma c?è da considerare anche il fenomeno dell?accentuazione dell?escursione termica.

E? capitato più volte negli ultimi anni che scendessero 40 cm di neve e che dopo due giorni fossero già sciolti anche in quota a causa delle elevate temperature. Un buon imprenditore valuta i rischi di questo tipo prima di investire i propri soldi: perchè non dovrebbero prendere atto di questa situazione persone che amministrano soldi pubblici? Il comprensorio non può essere realizzato perchè non si rispettano i criteri di tutela e salvaguardia ambientale.

Anche la Regione ne ha preso atto ed ha stoppato quel progetto: l?unificazione delle piste da sci dei tre paesi dell?alta valle è stata bocciata perchè rispetta la VAS - Valutazione Ambientale Strategica. Oltre a queste considerazioni dobbiamo anche chiederci un?altra cosa: il Parco delle Orobie che dovrebbe fare da garante dove è?

Mi sembra invece buona l?idea che ha ogni stazione di continuare a specializzarsi per famiglie e giovani: se si puntasse tutto su questa politica non ci sarebbe nemmeno bisogno di collegare le tre stazioni andando a devastare un ambiente che ha i numeri per puntare anche sulla stagione estiva e sulla diversificazione, questa volta sì sostenibile, dell?offerta turistica. Se si andasse in questa direzione anche noi ambientalisti saremmo pronti a dare una mano».

r.clemente

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