Mercoledì 30 Novembre 2011

Promossi i nidi comunali
I genitori: «Belli e sicuri»

Gli asili nido pubblici della città sono belli e sicuri, con un personale competente ed efficiente. È così che i genitori delle 12 strutture cittadine descrivono il luogo dove i loro bimbi passano buona parte della giornata. Le impressioni di mamme e papà bergamaschi sono state raccolte nella «X Indagine di rilevazione del grado di soddisfazione dei genitori dei bambini frequentanti gli asili nido del Comune di Bergamo».

La soddisfazione dei genitori è forte, a dimostrarlo il fatto che il 98,7% degli intervistati iscriverebbe di nuovo i propri figli. Tra gli aspetti positivi evidenziati, la capacità di comunicazione, l'approccio e la cortesia degli insegnanti, la conformazione logistica e il tipo di attività svolte. Il servizio a favore dei piccoli cittadini e delle loro famiglie rappresenta una priorità per l'Amministrazione: «Stiamo lavorando in termini di risorse ed energie per questo servizio che darà un futuro alla città – spiega l'assessore all'Istruzione, politiche giovanili, sport, tempo libero Danilo Minuti –. È il comparto più numeroso del Comune, con 127 persone addette al servizio. I nidi comunali offrono 566 posti, e contando anche le strutture private la città ne offre circa 1.000».

A novembre 2011, la lista d'attesa è di 58 bambini, con 33 bambini con richieste ritirate. I «punti deboli» restano Borgo Palazzo, Borgo Santa Caterina e Loreto, dove i tempi di attesa sono più lunghi: «La lista d'attesa è lievemente diminuita e sui punti più deboli stiamo lavorando – spiega l'assessore Minuti –. In Borgo Palazzo abbiamo a disposizione l'edificio di via Fornoni, dove potrebbe essere spostata la sezione "Primavera" creando ulteriori posti in vicolo Morla, in Santa Caterina il progetto "Filati Lastex" procede e l'asilo dovrebbe essere pronto tra circa 2 anni, mentre per Loreto è previsto l'ampliamento dell'esistente».

In quanto a numeri, nel 2011 è stato registrato un incremento del 4% di bambini italiani e di altri Paesi Ue. Rilevata invece la diminuzione dei bambini sudamericani, con l'8% in meno. Dall'analisi emerge un nuovo approccio da parte dei genitori: «Sono sempre più i genitori che iscrivono i propri figli non solo per esigenze di lavoro – spiega Bruno Vedovati, curatore dello studio – ma per offrire loro occasioni stimolanti. Un'altra tendenza emersa è la richiesta da parte dei genitori di una consulenza di tipo psicologico, non solo per i figli ma anche per la famiglia».

Dia. No.

r.clemente

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