Giovedì 01 Dicembre 2011

Corruzione: indice di percezione
L'Italia è quartultima in Europa

Transparency International, l'organizzazione mondiale contro la corruzione con sede a Berlino, pubblica giovedì 1° dicembre il Cpi 2011 il «Corruption Perception Index», l'indice di percezione della corruzione, in cui 183 Paesi del mondo sono classificati a seconda del loro livello di corruzione (da 0, molto corrotto, a 10, per niente corrotto). L'Italia è quartultima in Europa davanti solo a Grecia, Romania e Bulgaria.

Il Cpi è stilato basandosi su varie fonti, sondaggi e dati rilevati da diverse istituzioni che godono di grande reputazione e riflette la visione degli osservatori internazionali, inclusi esperti che vivono e lavorano nel Paesi sottoposti a valutazione.

«Quest'anno - dichiara la presidente di Transparency International Huguette Labelle - abbiamo visto come la corruzione sia stata al centro di diverse proteste, sia nell'Europa colpita dalla crisi, che nel Nord Africa pronto a iniziare una nuova stagione politica».

La Commissione Europea ha stimato il costo della corruzione nell'Unione Europea nell'1% del suo Pil, cioè 120 miliardi di euro all'anno. Tale importo non solo viene sottratto a settori vitali per il funzionamento degli Stati come l'educazione o la sanità, ma causa anche un rallentamento della crescita economica, frenando gli investimenti esteri come rilevato dall'Fmi.

L'Italia ottiene anche quest'anno una valutazione molto negativa, identica a quella dell'anno passato, di 3,9 su 10 collocandosi al 69° posto su 183 e al quartultimo posto in Europa, davanti solo a Grecia, Romania e Bulgaria.

«In questo periodo più che mai - dichiara la presidente di Transparency International Italia (TI-It), Maria Teresa Brassiolo – è necessario che tutte le forze politiche, le istituzioni, il mondo imprenditoriale e la società civile si uniscano e lavorino insieme per raggiungere un obiettivo preciso: abbattere il livello di corruzione nel nostro Paese, diminuendo così i costi pubblici e quindi il debito, liberando allo stesso tempo risorse essenziali per quell'economia virtuosa che investe e crea lavoro certo e dignitoso. Un concreto ed efficace contrasto alla corruzione deve essere inserito come priorità assoluta per lo sviluppo».

«La ripresa sarà possibile se crescerà il valore prodotto dalle imprese nazionali, cioè i prodotti e i servizi reali. - aggiunge Walter Forresu, membro del board di TI-It –. Il contrasto agli sprechi pubblici, alla corruzione e all'economia sommersa, incluse le rendite della criminalità, è un fattore decisivo per la ripresa economica. Sono tuttavia necessarie misure strutturali che riducano in misura drastica il costo della governance nazionale e della politica. Con il conseguente recupero di risorse finanziarie, il prelievo fiscale potrà essere allineato con il livello medio europeo, equivalente per tutti i tipi di rendita, incluse quelle finanziarie. In quest'ambito è auspicabile un'azione normalizzatrice dell'Eu».

Transparency International Italia, sede nazionale di TI a Milano, suggerisce da tempo una serie di misure da adottare per rendere più efficace il contrasto alla corruzione, allineandosi alle best practices internazionali. Ecco le principali proposte di TI-It:
1 L'adozione di speciali Codici di Condotta per i membri del Parlamento e del Governo.
2 L'istituzione di un'Autorità Anticorruzione indipendente, stabile, efficace.
3 L'introduzione di protezioni efficaci per coloro che segnalano negligenze e malversazioni (vedette civiche) come stabilito nell'ultimo G20.
4 Introduzione dei Patti di Integrità – studiati da Transparency International - nei bandi di gara pubblici. La mancata sottoscrizione o il mancato rispetto dell'impegno comportano l'automatica esclusione dalla gara per il concorrente.
5 La ratifica e l'implementazione della Convenzione Civile e Penale sulla Corruzione del Consiglio d'Europa.
6 L'approvazione del Disegno di Legge anticorruzione con le correzioni coerenti agli impegni internazionali

m.sanfilippo

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