Giovedì 12 Gennaio 2012

«Grande leone dell'italianità»
La Camera ricorda Mirko Tremaglia

In un commosso intervento, il presidente Gianfranco Fini ha ricordato giovedì 12 gennaio il bergamasco Mirko Tremaglia, scomparso lo scorso 30 dicembre, decano dell'Assemblea di Montecitorio. «Era un uomo di parte, orgogliosamente e risolutamente di destra, fortemente radicato nei suoi convincimenti e capace di conquistarsi il consenso e la stima anche degli avversari politici per il suo rigore morale, la sua passione civile ed il suo forte impegno ideale» ha detto Fini, ricordando i «due obiettivi» di Tremaglia: «Il primo - ha spiegato Fini - era la pacificazione nazionale, che considerava doverosa per la sua personale storia, per la sua mai rinnegata adesione alla Repubblica di Salò. Era convinto che la riconciliazione dovesse basarsi sulla Costituzione, a partire dall'antifascismo e dalla democrazia, ispirando con ciò l'intera destra».

E poi, il secondo interesse di Tremaglia: «La necessità di valorizzare il ruolo degli italiani all'estero». Il presidente della Camera ha ricordato che a lui si devono il censimento degli italiani all'estero e l'introduzione per essi dell'elettorato attivo e passivo. «Mi espresse un rammarico - ha continuato FIni -: quello di non poter essere ancora con noi nel combattere una battaglia morale per un intervento legislativo che dia diritti e doveri ed un nuovo concetto di cittadinanza agli immigrati che oggi arrivano in Italia come i nostri emigrati di tanto tempo fa».

L'Aula della Camera ha tributato un applauso unanime ed un minuto di silenzio a Tremaglia. «È stato un grande amico - lo ha ricordato il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini -. Un grande combattente, un grande leone dell'italianità nel mondo. Lo abbiamo contrastato ma lo abbiamo rispettato profondamente sentendo in lui la passione per la politica alta che in questi anni si sta disperdendo. Tremaglia ha combattuto per le sue idee contro tutto e contro tutti, come un caterpillar impossibile da contrastare tanta era la sua passione».

Infine anche anche un commosso intervento del coordinatore di Fli Roberto Menia: «Giorgio Almirante, che lo ha sempre considerato la sua guida, gli scrisse un giorno "è bello sentirsi italiani accanto a te". Anche per noi che gli siamo stati vicini è stato bello, ed è stato bello condividere le ultime pagine della sua storia terrena, anche l'ultima scelta controcorrente che lo portò a sedersi su questi banchi, affaticato, con quel bastone che non voleva, ma mai domo e ancora pronto a ruggire».

fa.tinaglia

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