Giovedì 19 Gennaio 2012

Ventimila euro di bollette
«Ma i telefoni mai usati»

Per la serie il telefono è muto, ma le bollette parlano benissimo. A inciampare nella giungla di tariffe e offerte telefoniche, rendendo ancora più spiacevole il racconto, questa volta è un'associazione di solidarietà.

«Guardi, è ancora tutto impacchettato». Sul tavolo ci sono una decina di telefoni fissi imballati e una quarantina di telefoni mobili ancora incellophanati, con tanto di schede Sim imbustate una a una e mai aperte. «Per questi apparecchi inutilizzati e una linea mai attivata finora sono arrivate quasi 20 mila euro di fatture. E le bollette, recanti consumi di traffico non meglio identificati, nonché ulteriori costi a titolo di canone e attivazione, continuano ad esserci addebitate».

A raccontare l'odissea burocratica dell'Oasi Gerico onlus, casa alloggio per malati di Aids di via Conventino, in città, è il vicedirettore dottor Ivan Albergoni. La battaglia con la compagnia telefonica Vodafone è in corso da circa un anno e mezzo e dopo il fallimento di un tentativo di conciliazione presso il Corecom (Comitato regionale per le comunicazioni) della Lombardia ora si arriverà alla causa vera e propria.

Ma le assurdità non finiscono qui. Perché dopo un anno e mezzo di lettere infuocate, il caso potrebbe essere stato risolto proprio da una telefonata de «L'Eco». Mercoledì 18 gennaio, infatti, Vodafone, contattata attraverso il suo ufficio stampa, ha ammesso che «le fatture emesse, che per l'esattezza ammontano a 10.874 euro, non sono dovute e verranno stornate a brevissimo. Per questa storia c'è già il lieto fine».

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m.sanfilippo

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