Giovedì 19 Gennaio 2012

Credaro: crac «Calepio Scavi»:
4 anni anche per Luigi Brignoli

Quattro anni e due mesi di reclusione, per bancarotta fraudolenta: questa la condanna inflitta mercoledì 18 gennaio con rito abbreviato dal giudice dell'udienza preliminare Tino Palestra a Luigi Brignoli, legale rappresentate della ditta «Bergamo Scavi», che resta comunque a piede libero.

A settembre 2011, in sostanza per gli stessi fatti in concorso, aveva patteggiato quattro anni di reclusione il padre, Ettore Brignoli, legale rappresentante invece della «Calepio Scavi spa» di Credaro. È stata questa la parola fine, almeno per quanto riguarda il primo grado di giudizio per un fallimento che aveva lasciato dietro di sé, a luglio del 2008, debiti per circa 114 milioni di euro, e che aveva portato gli inquirenti, coordinati dal pubblico ministero Giancarlo Mancusi, a ipotizzare vari titoli di reato tra cui la bancarotta fraudolenta, la falsa fatturazione, la distrazione di fondi e l'appropriazione indebita.

In particolare, secondo quanto contestato dall'accusa, la «Calepio Scavi spa» avrebbe visto la sparizione di fondi e di liquidità: risorse che sarebbero invece state, ovviamente, da destinare a chi attendeva legittimamente pagamenti per forniture, salari, ripianamento di debiti.

Uno dei punti cruciali, secondo gli inquirenti, era stato il contratto d'affitto di ramo d'azienda stipulato con un'altra ditta per 2,4 milioni di euro: mai saldato pur figurando nella contabilità. Nel 2003, cinque anni prima quindi del fallimento, si sarebbero poi verificati finanziamenti ad altre società a loro volta facenti parte del gruppo Brignoli, che non avrebbero però avuto alcuna giustificazione concreta: tra questi un trasferimento da un milione e mezzo di euro, e ancora oltre 800 mila euro prelevati dalla cassa aziendale senza, per l'accusa, una giustificazione.

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m.sanfilippo

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