Mercoledì 08 Febbraio 2012

Selvino, «Skidome» a passo lento
Si procede con l'acquisizione delle aree

L'annuncio fu dato sotto il caldo sole di luglio, il periodo migliore per presentare il primo impianto per lo sci al coperto d'Italia, in arrivo a Selvino per l'Expo del 2015. Passano i mesi e dall'Altipiano si centellinano le frasi, quando si nomina la parola «skidome».

«Non ci sono novità. Meno se ne parla, meglio è» risponde infastidito il vicesindaco Angelo Bertocchi, che preferirebbe non fornire informazioni sull'andamento del progetto, mentre il sindaco Carmelo Ghilardi mette le mani avanti e precisa: «A Selvino non ci sarà alcuna speculazione con lo skidome».

L'ambizioso progetto venne presentato dopo la firma, nel giugno 2010, dell'accordo di programma tra Regione Lombardia, Provincia di Bergamo, Comune di Selvino e la società trentina Neveland dell'imprenditore Willy Nardelli. Rispetto ai tempi annunciati, con l'inizio dei lavori previsto per il 2012 e il termine per il 2014, in tempo quindi per l'Expo, il cronoprogramma segna un certo ritardo. «Le segreterie tecniche stanno lavorando e si sta procedendo con la Vas, la procedura di valutazione ambientale strategica» spiega il sindaco.

«Dopo questo passaggio – spiega l'operatore Nardelli – è prevista la definizione del progetto esecutivo con cui si entrerà nel dettaglio. L'iter burocratico dovrebbe trovare conclusione entro la fine 2012 anziché luglio, come si pensava. Nel 2013 dovrebbero iniziare i lavori, da terminare per il 2015». Nella fase attuale si sta procedendo con l'acquisizione delle aree: «Siamo arrivati ad oltre il 50% della superficie su cui sorgerà l'impianto».

Sembra che i selvinesi proprietari di aree che si trovano nella valle del Cantor stiano operando la scelta di cedere le proprie proprietà. «La situazione – chiarisce il sindaco – è complessa: si può parlare sostanzialmente di otto/dieci nuclei interessati, composti però da un numero alto di proprietari. Alcuni hanno già accettato, altri si sono presi tempo per pensare».

Il prezzo offerto varia in base alle zone. «Le quotazioni – precisa Nardelli – sono divise in tre fasce, in linea con quelle di transazioni effettuate dall'amministrazione per altri progetti. È chiaro che preferiamo arrivare ad accordi bonari con i proprietari, anche se in ultima istanza si arriverà all'esproprio, che valuterà i terreni a prezzi più bassi di quelli che si stanno offrendo».

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e.roncalli

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