Triduo a Gandino, folla in Basilica
La «Ragia» sarò spenta lunedì

È stata particolarmente partecipata, domenica 4 marzo a Gandino, la solenne concelebrazione per il Sacro Triduo dei Morti che prosegue sino a lunedì 5 marzo, quando la «Ragia» verrà definitivamente spenta.

È stata particolarmente partecipata, domenica 4 marzo a Gandino, la solenne concelebrazione per il Sacro Triduo dei Morti, presieduta da mons. Mario Delpini, vescovo ausiliare di Milano. Con lui sull'altare anche mons. Paolo Rudelli, impegnato presso la Segreteria di Stato in Vaticano, il prevosto don Innocente Chiodi, don Luigi Torri e don Maurizio Rota, che ha animato le riflessioni di questi giorni.

Durante l'omelia mons. Delpini ha sottolineato come «oggi viviamo in un mondo di chiacchiere, che stimolano curiosità e offese, ma poco hanno di costruttivo. Sono spesso utilizzate per coprire l'imbarazzo del silenzio che pone a tutti noi domande precise sul senso della vita e della morte. Il cristiano ha il dovere di dire parole chiare, alla luce del Risorto, che siano di testimonianza e di Verità». La Corale Luigi Canali, diretta da Daniele Castelli, ha accompagnato in canto la solenne celebrazione, così come la benedizione eucaristica del pomeriggio.

Il Sacro Triduo di Gandino prosegue sino a lunedì 5 marzo, quando la «Ragia» (realizzata grazie a quindici giorni di lavoro di un'apposita squadra di volontari raggieri) verrà definitivamente spenta. Lo spettacolare manufatto ligneo ha un corpo centrale del diametro di 5 metri con quattro cerchi concentrici, fissato sopra l'altare maggiore. Ad esso si aggiungono molteplici bracci lìgnei che reggono 116 candele. I raggi sono tempestati raggi di vetri policromi, un tempo illuminati da lumini, che creano l'affascinante effetto dei colori dell'iride secondo la descrizione dantesca della visione di Dio.

Il tutto avvolto in un enorme drappo cremisi prodotto dagli artigiani tessili locali. «È un'opera settecentesca – conferma Silvio Tomasini, rettore del locale Museo della bottega dei Caniana. Nel 1777 i gandinesi avevano affidato a Donato Fantoni la realizzazione della “Ragia”, spendendo ben 1000 lire di allora. Ritenendola non sufficientemente imponente, si rivolsero ai Caniana, autori di quella attuale, che occupa per intero lo spazio absidale della Basilica. L'originale apparato fantoniano risulta disperso e se ne trova traccia in un disegno al Museo di Rovetta».

In occasione della giornata conclusiva, lunedì 5 marzo, in paese saranno chiuse le scuole e numerose aziende. Alle 10.30 la messa sarà concelebrata dai sacerdoti nativi e da quelli che hanno svolto il ministero a Gandino. Nel pomeriggio alle 15 la funzione con le tradizionali parole conclusive del prevosto.

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