Mercoledì 04 Aprile 2012

Uccise la compagna alle Canarie
A processo per omicidio aggravato

Omicidio volontario aggravato: dovrà rispondere di questa accusa alle isole Canarie, Mor Ndao, il senegalese di 32 anni arrestato lo scorso anno ad ottobre con l'accusa di aver ucciso la sua compagna Mara Serighelli, 36 anni di Osio Sotto. I magistrati spagnoli che seguono il caso, infatti, hanno formulato nei suoi confronti nei giorni scorsi questa imputazione: si tratta di un passaggio che corrisponde all'incirca, nella procedura penale italiana, all'udienza preliminare. Il punto successivo sarà infatti la scelta dei giurati e quindi la celebrazione del processo penale.

Per i familiari della vittima, seguiti in Italia dall'avvocato Eugenio Sarai, in Spagna ci sarà l'avvocato Lara Lafontana, che ha seguito fin dall'inizio la vicenda e che nell'udienza appena celebrata ha chiesto che l'imputato fosse chiamato a rispondere di vilipendio di cadavere. Proprio martedì tra l'altro, dopo che nei mesi scorsi la figlia di due anni della coppia, Yassine Ndao, era già stata affidata a una zia di Mara Serighelli, il giudice del Tribunale di Bergamo ha nominato tutrice a tutti gli effetti della piccola Monica Terzi, cugina di Mara. In questo modo per gli avvocati sarà possibile costituirsi parte civile al processo anche per conto della bimba.

La tragedia risale al 12 ottobre 2011. Mara Serighelli si era trasferita alle Canarie, e in particolare a Lanzarote, nel 2006; aveva trovato lavoro in un bar pizzeria e viveva insieme al compagno e alla figlioletta (nata il 26 febbraio 2010), in località Rociega di Puerto del Carmen, a pochi chilometri Arrecife, il principale centro dell'isola. A far scoprire il delitto era stato proprio il senegalese, che alle 8,30 di quel mattino (le 9,30 italiane), si era presentato alla Guardia Civil di Puerto del Carmen insieme alla piccola Yassine: agli agenti aveva confessato di aver strangolato con un cavo elettrico la compagna, uccidendola proprio sotto gli occhi della figlia.

Per saperne di più leggi L'Eco di Bergamo del 4 aprile

fa.tinaglia

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