Venerdì Santo in Cattedrale col vescovo:
Cristo ci parla attraverso la sua Passione

Oggi pomeriggio in Cattedrale, Venerdì Santo, il vescovo Francesco Beschi ha presieduto la celebrazione della Passione del Signore. Numerose le persone presenti, fra cui malati e volontari dell'Unitalsi e un gruppo di giovani.

«La Croce di Cristo è il segno più forte e provocante dell'amore di Dio. Anche il più piccolo gesto d'amore di una persona può alleviare le nostre prove e sofferenze. Questo accade non perché esse ci sono tolte magicamente, ma perché l'amore dona la speranza che è più forte della sofferenza».

Oggi pomeriggio in Cattedrale, Venerdì Santo, il vescovo Francesco Beschi ha presieduto la celebrazione della Passione del Signore. Numerose le persone presenti, fra cui malati e volontari dell'Unitalsi e un gruppo di giovani che collabora con l'Ufficio diocesano per la pastorale dell'età evolutiva. Molto intensi i momenti della celebrazione.

All'inizio, monsignor Beschi e i sacerdoti presenti, fra cui il vescovo ausiliare emerito Lino Belotti, alcuni canonici e il rettore del Seminario monsignor Pasquale Pezzoli, si sono inginocchiati davanti all'altare maggiore. Poi la lettura della Passione secondo Giovanni. «Gesù — ha detto il vescovo nelle riflessioni — ci parla attraverso la passione e morte in Croce. Accogliamo la sua Parola come parola di speranza capace di salvarci e come parola ardua, perché la Croce è segno di salvezza, ma anche banco di prova per la nostra fede».

Dopo le preghiere per il Papa, i vescovi, i catecumeni, i cristiani di altre confessioni, gli ebrei, i non cristiani, i non credenti, i governanti, i fedeli si sono avvicinati all'altare maggiore per la venerazione della Croce.

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