Sabato 28 Aprile 2012

Maggio, aumenta le luce: +4,3%
Tariffe e tasse, salasso da 2.200 €

Scatta il secondo atteso aumento delle tariffe elettriche. Da martedì 1° maggio, la bolletta della luce per gli italiani sarà più cara del 4,3%, con un aggravio annuo di oltre 21 euro. A pesare sono - come previsto - gli incentivi alle rinnovabili, gli stessi che il governo si è impegnato a ridurre a partire dal prossimo autunno, dopo il boom degli ultimi anni che ha inciso fortemente sulla spesa energetica delle famiglie. Intanto i consumatori calcono in 2.200 euro il maggior costo 2012 per una famiglia media. Costo derivante da Imu, aumenti di bollette e tariffe, maggiori tasse.

L'adeguamento conferma sostanzialmente le stime dello scorso 30 marzo (+4% circa). L'Autorità per l'energia aveva allora approvato l'aggiornamento del secondo trimestre 2012 per le sole componenti legate alla materia prima, alle tariffe di rete e agli oneri di dispacciamento, determinando un aumento dal primo aprile del 5,8% (con un aggravio di 27 euro) e annunciando che alla fine del mese si sarebbe reso necessario un ulteriore incremento per il periodo maggio-giugno a copertura della cosiddetta componente «A3» della bolletta, quella cioè in cui vengono traslati sulle utenze elettriche i costi degli incentivi alle rinnovabili.

Con l'obiettivo dichiarato di evitare futuri ulteriori balzi della bolletta, il ministero dello Sviluppo economico, di concerto con quello dell'Ambiente e dell'Agricoltura, ha messo a punto a metà aprile i nuovi decreti per l'incentivazione delle fonti rinnovabili, che prevedono il risparmio di 3 miliardi di euro all'anno rispetto al precedente regime, con un drastico ridimensionamento soprattutto dei sostegni al fotovoltaico.

A qualcosa, insomma, la mossa dell'Autorità sembra essere servita, anche se per le famiglie italiane il 2012 si annuncia ormai come un anno di esborsi crescenti. L'aumento delle tariffe energetiche non è infatti l'unico con cui fare i conti. In ballo ci sono anche i carichi fiscali, vecchi e nuovi (dall'Imu all'atteso aumento dell'Iva), e i rialzi generalizzati dei prezzi (dalla benzina agli alimentari) che porteranno, secondo i consumatori, ad una stangata di oltre 2.200 euro l'anno.

La voce più consistente sarà proprio quella della tassa sulla casa, che Adusbef e Federconsumatori stimano in media in 405 euro, a cui si aggiungono i rialzi degli alimentari (+392 euro), della luce (+110 euro), del gas (+113 euro), della benzina +252 euro e così via. «È un risultato drammatico. Si tratta di aumenti insostenibili - affermano le associazioni - che determineranno pesantissime ricadute sullo stile di vita delle famiglie e sull'intera economia».

m.sanfilippo

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