Sabato 28 Aprile 2012

Il vescovo e il presidente Caritas
«Crisi, la politica si dia da fare»

Il vescovo di Bergamo, monsignor Francesco Beschi, e il presidente della Caritas, monsignor Maurizio Gervasoni, sono intervenuti sabato 28 aprile al convegno annuale della Caritas per sottolineare come la politica debba dare risposte convincenti alla grave crisi economica.

«Quando guardiamo in faccia i poveri - ha commentato il vescovo - ci accorgiamo che non basta dare loro un aiuto, non sono più sufficienti i fondi famiglia, dobbiamo garantire a queste persone in estrema difficoltà che la coscienza politica e della politica si sta realmente rinnovando».

Anche monsignor Gervasoni ha bacchettato la politica: «Quando tre anni fa abbiamo instaurato il Fondo famiglia pensavamo che fosse un'emergenza, invece la situazione di crisi è diventata strutturale. La politica ha riprodotto il modello del nostro Fondo famiglia, ma più in là non è andata, è ora che capisca che il problema è tremendamente serio e si dia da fare».

Il Fondo famiglia, gestito dalla Caritas con la San Vincenzo e gli sportelli Acli e Cisl Bergamo, continuerà almeno sino a fine anno e si sta ultimamente specializzando anche a trovare lavoro ai disoccupati. I problemi sono gravissimi. Ci sono famiglie che non riescono nemmeno a garantire le spese scolastiche e le cure mediche dei figli, e stiamo parlando di diritti fondamentali.

Sono quelli che pagano il prezzo più caro della crisi economica. Esclusi dal mercato del lavoro due anni fa, quando il crac finanziario si è abbattuto con più forza sulle vite dei bergamaschi, non sono più riusciti a trovare una nuova occupazione.

Non solo la possibilità dunque di avere un mezzo di sostentamento economico per sé e la propria famiglia ma anche la dignità che un lavoro ti dà di sentirsi parte attiva nella costruzione della società. Secondo i dati raccolti dalla Caritas diocesana bergamasca si troverebbero in questa situazione nove persone su dieci di quelle aiutate attraverso il Fondo diocesano famiglia lavoro sulla provincia di Bergamo.

La Caritas infatti ha rivisto, nel corso del 2011, circa 590 famiglie delle 1.917 supportate dal 17 aprile 2009 fino al 31 marzo 2012 grazie al Fondo creato su iniziativa della diocesi, insieme a Ubi - Banca popolare di Bergamo e Fondazione Mia. Di queste l'88% ha una situazione lavorativa invariata a due anni di distanza dall'attivazione degli aiuti.

La Caritas ha offerto alla metà di loro un nuovo aiuto, ma come è immaginabile, l'emergenza è alta. Il dato positivo è che, sempre in questi due anni, proprio la rete territoriale attivata con il Fondo, oltre a dare un aiuto pratico nel pagare bollette arretrate, distribuire buoni spesa e prestiti a tasso zero per chi non riesce a coprire affitti e mutui, ha anche trovato circa un centinaio di nuovi posti di lavoro.

m.sanfilippo

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