Giovedì 03 Maggio 2012

Boom di centrali sull'acqua
Ma c'è anche chi in valle dice no

Soprattutto in tempi di vacche magre come questi, per i piccoli comuni montani sono una vera e propria manna. Parliamo delle centraline idroelettriche, negli ultimi anni spuntate come funghi su torrenti e fiumi della Bergamasca.

Ne sa qualcosa la Valle Brembana il cui territorio è sicuramente uno dei più sfruttati. Buona parte dei Comuni dell'alto Brembo dispone ormai di un impianto, da Valtorta a Valleve, da Roncobello a Ornica. Ma anche le valli laterali sembrano non essere da meno. Un vero boom, favorito dagli incentivi degli anni scorsi, con richieste di nuove costruzioni che, nella nostra provincia superano il centinaio.

«Le domande ci sono sempre state - spiegano dal settore Risorse idriche della Provincia di Bergamo -, ma dal 2009 gli incentivi per le energie rinnovabili, quindi eolico, fotovoltaico e idroelettrico, hanno favorito un'impennata. Sull'idroelettrico abbiamo superato le centinaia e il trend è costante. La Valle Brembana è certamente una delle aree più interessate, grazie alla ramificazione dei corsi d'acqua».

Ma, di fronte all'assalto delle richieste, qualcuno inizia a dire no. Come il Comune di Ornica, dove è già in funzione una centralina idroelettrica da cui il Comune ricava una percentuale. «Abbiamo anche una richiesta per costruire un impianto nella Valle dell'Inferno - dice il sindaco Gino Quarteroni - ma, in Consiglio comunale, seppure il nostro parere non sia vincolante (l'autorizzazione definitiva spetta alla Provincia, mentre alla Regione compete l'ok sull'impatto ambientale, ndr), abbiamo detto di no. Quella è un'area di pregio, rientra in un accordo di sviluppo e valorizzazione che abbiamo sottoscritto con Regione e Parco delle Orobie nell'ambito dell'albergo diffuso. E poi c'è un incubatoio per la pesca».

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m.sanfilippo

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