Il Tar mette la parola fine
Bocciato il «Piano Cave»

Il Tar ha definitivamente bocciato il Piano Cave di Bergamo. «Questa sentenza suona come un verdetto, una condanna giuridica e anche politica che, finalmente, scrive la parola fine su un progetto fallimentare al limite del farsesco». Lo ha dichiarato Gabriele Sola.

Già svuotato e strapazzato da precedenti verdetti, ora si può dire che il Piano cave provinciale sia definitivamente morto? La sezione II del Tar di Brescia, con sentenza pubblicata venerdì 4 maggio, accogliendo il ricorso della società Fumagalli Edilizia industrializzata spa che opera a Pontirolo Nuovo, dichiara «l'avvenuta caducazione integrale del Piano cave della provincia di Bergamo» e «nulla la deliberazione giuntale impugnata».

Ovvero la delibera di Giunta regionale che nel febbraio 2011 aveva riapprovato e confermato il Piano cave, di fatto «risuscitandolo» da una serie di sentenze che già ne avevano sancito la fine. L'assessorato regionale all'Ambiente, però, ridimensiona: «La sentenza è una delle diverse emesse su questa materia, e non tutte hanno lo stesso tenore. Dunque, fino a quando non ci sarà la pronuncia del Consiglio di Stato - al quale stiamo valutando se e come ricorrere - non può essere messa la parola fine a questa diatriba».

«Questa sentenza suona come un verdetto, una condanna giuridica e anche politica che, finalmente, scrive la parola fine sul piano cave di Bergamo, progetto fallimentare al limite del farsesco». Lo dichiara Gabriele Sola, consigliere regionale dell'Italia dei Valori.

«C'erano già state due sentenze del Tribunale Amministrativo che, di fatto, avevano ampiamente sancito la nullità del piano. Quella di oggi - continua il consigliere regionale di IdV - dunque non è la mera conferma dei passati pronunciamenti, bensì la prova provata della miopia e della prepotenza di una Giunta regionale che ha cercato di imporre a tutti i costi un disegno assurdo, basato su uno sfruttamento del territorio inaccettabile, motivato da chissà quali interessi».

«Noi dell'Italia dei Valori abbiamo denunciato più e più volte questi fatti e le gigantesche criticità del piano cave, ma l'assessore Raimondi e la Giunta di centrodestra si sono ostinati, fino all'ultimo, a difendere l'indifendibile, snobbando il nostro grido d'allarme e quello di tutte le amministrazioni locali».

«Adesso è tempo di individuare le responsabilità (politiche e non solo) di chi ha cercato, per fortuna vanamente, d'imporre questo scempio». «Noi di IdV - assicura Sola - manterremo alta l'attenzione. Così come per il piano cave di Bergamo anche per l'altro grande tema, quello del nuovo Ospedale, il tempo si sta dimostrando galantuomo... Garantisco che faremo di tutto per portare definitivamente alla luce le tante, troppe zone d'ombra ancora presenti».

«La sentenza odierna della seconda sezione del Tar di Brescia è una delle diverse emesse su questa materia, e non tutte hanno lo stesso tenore. Dunque, fino a quando non ci sarà la pronuncia del Consiglio di Stato - al quale stiamo valutando se e come ricorrere - non puó essere messa la parola fine a questa diatriba». In una nota l'assessorato all'Ambiente della Regione Lombardia interviene cosí in merito al Piano cave di Bergamo. «Anche in questa occasione - aggiunge la nota - risulta quanto sia necessaria una riforma complessiva del settore, come quella proposta dalla Giunta regionale poche settimane fa, e su cui il Consiglio comincerà a lavorare prestissimo».

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