Sabato 05 Maggio 2012

Ex Cisalpinia, interviene il Pd:
investiamo sull'edilizia sociale

Dopo che il Comune di Bergamo ha annunciato l'intenzione di «monetizzare» i 12 alloggi di edilizia sociale e rispettivi box nell'ex Cisalpinia, che dovevano entrare a far parte del patrimonio pubblico, in cambio di una cifra compresa tra 1,4 e 1,6 milioni di euro, interviene il Pd: il gruppo di Palafrizzoni in una lettera spiega che avrebbe preferito «il mantenimento dei dodici alloggi e dei relativi box».


Ecco il testo della lettera inviata a L'Eco

«Egregio Direttore,
recentemente abbiamo appreso la notizia del possibile accordo tra i proprietari del complesso “Broseta 2”, nell'area della ex Cesalpinia, ed il Comune di Bergamo. L'accordo consisterebbe nella restituzione di 12 alloggi a edilizia sociale e rispettivi box realizzati dall'operatore, che dovevano entrare a far parte del patrimonio pubblico, in cambio di una cifra compresa tra 1,4 e 1,6 milioni di euro. Di questi milioni, almeno la metà verranno utilizzate per ristrutturare più di 40 alloggi di edilizia residenziale pubblica, scelti tra i circa 200 attualmente inutilizzabili.

La realizzazione di alloggi a canone sociale nell'area completamente riqualificata della Cisalpinia, frutto di una contrattazione non facile, rispondeva ad alcune esigenze: aumentare le disponibilità pubbliche sapendo che, da anni, riusciamo a soddisfare solo il 10% delle richieste del bando pubblico di edilizia sociale, ma soprattutto sperimentare pratiche innovative, insediando un mix tra edilizia sociale e libero mercato, allontanandoci da arcaici modelli di “quartieri” esclusivamente popolari e privi di servizi.

Nonostante siano stati mantenuti i programmi precedenti dei Piani di zona dedicati alla residenza a canone moderato e l'housing sociale, va ricordata la scelta dell'attuale amministrazione di ridurre dal 20 al 10% la quota di edilizia sociale “obbligatoria” nei piani di trasformazione urbanistica .

Ora, anche alla luce della recente ricerca della Cisl Lombarda, che ha evidenziato un eccesso di residenza di libero mercato ed una grave insufficienza di abitazioni a canone accessibile a giovani coppie o ai redditi bassi, sarebbe necessario un ripensamento. Noi, anche per quanto specificato sopra, preferiremmo il mantenimento dei dodici alloggi e dei relativi box.

Ma, se l'amministrazione decidesse di proseguire sulla strada dell'accordo con i privati, sarebbe comunque necessaria in primo luogo un'attenta valutazione degli immobili da cedere. In secondo luogo riteniamo doveroso che tutte le risorse ricavate da quella “permuta” (e non solo una parte) siano destinate al recupero degli alloggi esistenti.

Non si capisce perché, a fronte di una rinuncia a nuovi e moderni alloggi, non si debba reinvestire totalmente ed integralmente queste disponibilità economiche per sanare la situazione che molti cittadini attualmente esclusi dalla possibilità di avere una casa e di costruirsi un futuro oggi vivono.

In questo modo metteremmo in moto un nuovo ciclo edilizio, basato soprattutto sulla ristrutturazione del patrimonio esistente. Questa sarà la posizione che il Partito Democratico assumerà in Consiglio Comunale, alla modifica della convenzione attualmente in essere.

Il gruppo consigliare Partito Democratico    

r.clemente

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