Sabato 05 Maggio 2012

Amministrative: sono 74.045
i bergamaschi chiamati alle urne

Sono 74.045 i bergamaschi chiamati alle urne - si vota domenica dalle 8 alle 22 e lunedì dalle 7 alle 15 - per rinnovare  i Consigli comunali dei propri paesi. Un esercito di elettori suddiviso in 36.271 uomini e 37.774 donne, di cui 51 comunitari, residenti in 19 comuni

Lo stesso numero di paesi di cinque anni fa, più o meno la metà dell'anno scorso, quando furono 37. Ora tocca quindi ad Albano Sant'Alessandro, dove gli elettori sono 5.795, Arzago d'Adda (2.183), Averara (216), Blello (130), Brembate Sopra (6.074), Calusco (6.384), Capriate (6.103), Cisano (4.909), Curno (6.115), Gandino (4.706), Leffe (3.828), Mezzoldo (171), Mozzo (5.955), Nembro (9.194), Oltre il Colle (1.059), Parzanica (395), Solto Collina (1.467), Sovere (4.141) e Villongo (5.220).

Alle urne si parlerà anche un po' straniero. Per chiudere il discorso elettori, 51 sono infatti comunitari. La parte del leone la detengono i romeni, che sono sei a Curno, cinque a Mozzo, due a Sovere e uno ad Arzago d'Adda, Calusco d'Adda e Nembro. Seguono i francesi (quattro a Nembro e due a Mozzo), i bulgari (quattro a Nembro) e i cittadini del Regno Unito (uno a Cisano e due a Mozzo).

Il più grande paese nella lista dei convocati è Nembro con i suoi 9.194 aventi diritto al voto, distribuiti nei 12 seggi. Quanto a Blello – il paese più piccolo ad andare alle urne non solo della Bergamasca, ma di tutta l'Italia – è da registrare la particolarità che, pur contando 75 residenti, registra 130 elettori: 66 sono infatti emigranti iscritti all'Anagrafe dei residenti all'estero.

Qui le curiosità numeriche si sprecano – ma ormai è una costante, nel paesucolo della Valle Brembilla –: sulla scheda si potrà scegliere tra quattro liste, con aspiranti sindaci che arrivano tutti da fuori.

Nei diciannove paesi si contano 63 candidati sindaco (13 le donne, tre solo ad Albano) sostenuti da altrettante liste e 514 aspiranti consiglieri, un numero frutto della «dieta» dettata dall'articolo 16 del decreto legge numero 138 datato 13 agosto 2011, quello che stabilisce fra l'altro la riduzione del numero dei consiglieri e degli assessori per i comuni fino a 10.000 abitanti.

La «quota rosa» si attesta su un quinto scarso dei candidati sindaco ed è rappresentata da Maria Rosa Saleri, Loredana Guarena e Paola Nicoletta Merelli, in corsa ad Albano, poi Elena Agnese Crotti ad Averara, Ambra Finessi ad Arzago, Perlita Serra a Curno, Pierina Bonomi a Gandino, Nadia Piccamiglio a Mezzoldo, Valeria Giudici e Tiziana Bergamelli a Nembro, Paola Bizioli a Sovere, Mariella Ori Belometti e Lorena Boni a Villongo.

Quella che si apre sarà una tornata all'insegna delle liste civiche, con pochi simboli dei partiti. Tra le eccezioni quello della Lega Nord, che comparirà da solo sulla scheda di quattro paesi (Albano, Brembate Sopra, Cisano, Nembro), mentre inserito nei loghi di liste civiche a Capriate San Gervasio, Curno, Gandino e Mozzo.

Un trend, questo, che rispecchia quello nazionale, visto che la Lega Nord vanta il maggior numero di liste elettorali in questa tornata, essendo presente in 153 Comuni. Scomparso il Pdl, l'Italia dei Valori compare a Cisano con l'esordiente Leonardo Viola, mentre i Pirateparty corrono nei piccoli Averara, Blello, Mezzoldo e Parzanica.

Infine due accenni a chi viene chiamato al voto prima della scadenza naturale del mandato e ai piccoli paesi, quelli per cui d'ora in avanti cambia tutti, in Comune.

Quanto alla prima questione, tre paesi sono chiamati alle urne in anticipo: Parzanica, per la morte, due giorni dopo le elezioni, del sindaco Cesare Giancarlo Bonomelli, poi Solto Collina, dopo la sfiducia al sindaco Ivan Gatti (che si ripresenta), e infine Curno, commissariato dopo le dimissioni di nove consiglieri.

Si vota in quattro paesi sotto i mille abitanti: Blello, Averara, Mezzoldo, Parzanica. Per loro la storia è cambiata a Ferragosto del 2011, con l'approvazione del fatidico articolo 16, quello che li obbliga a esercitare in forma associata tutte le funzioni amministrative e tutti i servizi pubblici loro spettanti.

In tre parole, di diventare un'Unione di Comuni. Quindi cambia la composizione del Consiglio, che per questi primi quattro paesi passa da nove a sei consiglieri. La rivoluzione vera e propria scatterà però dal prossimo anno, quando i Comuni associati saranno governati solamente da sindaco e Consiglio.

r.clemente

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