Venerdì 18 Maggio 2012

«Dentista abusivo» ad Almè
A processo anche i superiori

Avrebbe causato lesioni a un paziente, operando tra l'altro da odontoiatra e non da odontotecnico qual è. E, in base a quest'accusa, il pm contesta ad A. S., 50 anni, di Curno, il dolo eventuale. Insomma, cimentandosi con tecniche a lui proibite per mancanza di titoli, avrebbe messo nel conto l'eventualità di poter causare danni.

Giovedì 17 maggio il cinquantenne è stato rinviato a giudizio dal gup Giovanni Petillo per lesioni volontarie ed esercizio abusivo della professione. Ma la sorpresa è che sul banco degli imputati accanto a lui troveranno posto i suoi «superiori», legali rappresentanti e direttori sanitari succedutisi negli anni dei fatti contestati nello studio dentistico di Almè, in via Italia, per cui lavora A. S.

Secondo il pm Maria Esposito sarebbero complici, perché non potevano non sapere che l'odontotecnico praticava l'odontoiatria e non lo hanno impedito. E così, con l'accusa di concorso nell'esercizio abusivo della professione, sono finite a processo altre sei persone.

Tre sono i legali rappresentanti dello studio: la figlia dell'odontotecnico, A. N. S., 22 anni, di Curno; la madre dello stesso, M. A. M., 75 anni, di Curno; e G. P., donna di 45 anni, residente a Valbrembo. Gli altri tre sono i direttori sanitari succedutisi nel tempo, tutti odontoiatri: M. V. C., 34 anni, di Cassina de' Pecchi (Milano); G. M., 55 anni, di Lodi; e A. P., 43 anni, di Viterbo.

L'odontotecnico, secondo le contestazioni, avrebbe causato lesioni gravi, tanto da indebolire la masticazione, a un paziente di 51 anni di Seriate, in cura nello studio di Almè dal 2006 al 2009.

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m.sanfilippo

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