Venerdì 08 Giugno 2012

Gioielli in cambio di preghiere
Arrestata una nomade serba

«Che begli occhi che hai, sembrano quelli di Dio». È stata questa la prima frase che una donna – poi rivelatasi essere una nomade serba – ha rivolto a una cinquantaquattrenne di Treviglio, incontrata per caso martedì mattina in viale Piave, non lontano dalla stazione Centrale.

La donna, che si è presentata come Miriam, voleva in realtà entrare in confidenza con la trevigliese, dalla quale si è fatta consegnare subito un anello d'oro che aveva al dito e, il giorno dopo, tutti gli ori che aveva in casa, dal valore affettivo incalcolabile e di quello economico di alcune migliaia di euro. Quando, il terzo giorno, le è stato chiesto del denaro, la trevigliese ha capito che si trattava di una truffa e si è rivolta alla polizia.

Il giorno dopo, giovedì, all'appuntamento si sono presentati anche gli agenti del commissariato di polizia, che hanno arrestato in flagranza per truffa la nomade, N. R., di 48 anni, oggi residente al campo nomadi di Baranzate di Bollate (Milano) ma in passato domiciliata proprio a Treviglio, e denunciato il marito (invalido) S. B., nomade romeno di 40 anni, e il figlio sedicenne.

«La vittima si è rivolta a noi soltanto quando le è stato chiesto del denaro – ha spiegato il commissario Luca Rocco – e ha sospettato la truffa. La nomade ha fatto leva sulla credulità della donna, che in famiglia ha dei parenti con problemi di salute. Le ha detto di trovarsi in zona per pregare al santuario di Caravaggio e che, attraverso alcuni riti, l'avrebbe liberata dalle sofferenze».

La serba è già stata processata per direttissima. Il giudice ha convalidato l'arresto, ma senza applicare misure cautelari: la nomade ha infatti come precedente solo una condanna del 1997. Il processo è stato quindi rinviato al 22 giugno per consentire l'arrivo di un difensore di fiducia.

e.roncalli

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