Giovedì 14 Giugno 2012

Bocciato in prima elementare
Interviene anche il provveditore

Bocciato in prima elementare, sulla base di cinque mesi scarsi di frequenza. Accade alla scuola di Mapello dove un bimbo, che chiameremo Matteo, si trasferisce il 26 gennaio, provenendo dalle elementari di Locate. Matteo ha alle spalle una nascita e una prima infanzia segnate da problemi di salute che l'hanno tenuto a lungo lontano dalla materna. E quando ci entra, ne cambia due in rapida successione.

Consapevoli di una storia difficile, i genitori, consigliati in tal senso, chiedono una valutazione preventiva ai servizi di neuropsichiatria di Bonate, Azienda ospedaliera di Treviglio. La valutazione, a cura di una psicologa e di una logopedista, si svolge per gran parte dell'ultimo anno di materna e il risultato certifica la piena adeguatezza del bambino all'iscrizione a scuola.

Matteo entra nella scuola di Locate, alla quale viene consegnata anche la relazione dei servizi. Il bambino manifesta presto ansia, secondo i genitori difficoltà con un'insegnante, della quale avrebbe paura. In ogni caso, la famiglia decide di trasferirsi a Mapello, cambiando scuola, e Matteo coraggiosamente affronta l'ennesimo inserimento.

Secondo i genitori, quasi subito il bambino viene trattato «in modo diverso dagli altri».

«Ieri - racconta il padre - ho telefonato a scuola per capire quando sarebbero stati esposti i risultati, anche per iscriverlo a un'altra scuola, e mi è stato confermato che mio figlio sarebbe stato bocciato in prima elementare. Era stato detto a mia moglie in un colloquio che Matteo sarebbe stato fermato per il suo bene e la sua autostima. Ho passato la sera ad asciugargli le lacrime mentre diceva: "Perché la maestra non mi vuole più bene?"». Addolorato e infuriato, il genitore ha inviato subito una lettera di fuoco, nella quale racconta la sua storia, al provveditore e ai media.

Il dirigente della scuola di Mapello, il reggente Franco Ambrosi, interpellato, ha preferito «non commentare: posso solo dire che queste decisioni sono sicuramente rare, anche se esistono precedenti e che non si procede mai a cuor leggero. Durante l'anno la scuola ha agito correttamente. La decisione dei docenti è stata unanime, come del resto prevede la legge». Il provveditore Patrizia Graziani, si riserva invece di approfondire la vicenda.

La vicenda ha richiamato l'attenzione del Provveditore di Bergamo, «la quale - fanno sapere i genitori del bambino con una mail al giornale - ha riconosciuto una mancanza di comunicazione e non chiarezza da parte della scuola. Inoltre ha riconosciuto l'errore della scuola di provenienza che non ha trasmesso la certificazione sanitaria del bimbo». Da parte dei genitori la richiesta di riaprire lo scrutino.

a.ceresoli

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