Domenica 01 Luglio 2012

Cividate, il dramma delle famiglie
per due giovani vite spezzate

«Ad avvertirmi è stato mio nipote Fabio. Mi ha chiamato attorno all'una: "Zia, guarda che Davide ha avuto un incidente". "Ma è grave?", gli ho chiesto: "Passamelo". "No, però è meglio che vieni qui subito". Mi si è gelato il sangue nelle vene. Ho iniziato a chiamare il suo cellulare, ma suonava a vuoto. Non rispondeva. Ho capito subito. Una madre capisce al volo».

Così Ornella Pezzotti e il marito Giuseppe Sabbadini sono subito partiti da Cividate per raggiungere il punto dello schianto, alle porte di Romano, pochi minuti dopo lo schianto costato la vita al loro figlio secondogenito Davide, di 19 anni. Quando sono arrivati in via Balilla la donna si è sdraiata accanto alla salma del figlio, appena estratto dalle lamiere della sua auto dai vigili del fuoco, e ha cominciato ad accarezzarlo.

Una scena straziante e giustificata dall'enorme dolore che ha colpito questa tranquilla famiglia di Cividate. Proprio venerdì mattina Davide aveva sostenuto la prova orale della maturità al Rubini: «Era un po' teso come tutti, nei giorni scorsi - aggiunge mamma Ornella -, ma poi ieri (venerdì per chi legge, nrd.) era contento per come erano andate le cose. Ha risposto a tutti. Era un ragazzo sorridente, sempre molto allegro. Amava il calcio e giocava nella Cividatese».

«Non so se mi spiego, ma aveva soltanto 15 anni». Ha gli occhi gonfi di lacrime il nonno di Giulia Aceti, pietrificato davanti alla porta della casa di famiglia, in via Bergamo a Cividate. I genitori, mamma Cristina Caproni e papà Eugenio Aceti, sono barricati nel loro dolore al primo piano della palazzina da dove, venerdì sera Giulia era uscita per non farvi mai più ritorno.

«Preferiscono non dire niente, sono troppo straziati dal dolore - racconta il nonno della ragazza -. È difficile da superare il dramma della perdita di una figlia a soli 15 anni». Giulia ne avrebbe compiuti 16 tra un mese e mezzo, il 14 agosto. Frequentate le medie all'istituto Sacra Famiglia di Martinengo, si era iscritta al liceo linguistico al Milani di Romano.

«Era una studentessa modello - racconta il nonno -, era sempre andata molto bene a scuola ed era ovviamente stata promossa a pieni voti anche quest'anno. Ci mancherà moltissimo, non sapremo come fare senza di lei». Giovanissimi coetanei della studentessa con le lacrime agli occhi hanno sostato ieri davanti al cancello.

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m.sanfilippo

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