Martedì 03 Luglio 2012

«Ti ricorderemo con il sorriso»
Tutta il paese ai funerali di Fabiana

Tutta la comunità di Cividate è racchiusa nella chiesa parrocchiale del paese per l'ultimo saluto a Fabiana Frigeni, la 16enne morta domenica mattina agli Ospedali Riuniti di Bergamo in seguito alle ferite riportate nel drammatico incidente d'auto avvenuto la notte tra venerdì e sabato a Romano di Lombardia e nel quale avevano subito perso la vita Davide Sabbadini, 19 anni, e Giulia Aceti, 15 anni, anch'essi di Cividate.

Il feretro di Fabiana - una bara chiarissima - ha lasciato l'abitazione di via Don Sturzo alle 17 ma già da tempo nel giardino dell'abitazione si era raccolta una folla commossa per stringersi al dolore dei genitori della ragazza, la mamma Marina e il papà Dario. Molti gli alpini, al fianco del papà di Fabiana, capogruppo delle penne nere del paese. Molti anche gli amici dei giovani scomparsi, tutti con una maglietta bianca con davanti la scritta «SuperSabba, piccola Giulia e dolce Faby» e dietro un celebre verso di una canzone di Francesci Guccini, «Voglio però ricordarti com'eri/e pensare che ancora vivi/e come allora sorridi». Con loro anche il gruppo degli assistenti del Cre, le majorettes del gruppo «New Team», di cui Fabiana faceva parte, e i rappresentanti delle associazioni di volontariao del paese con i labari e i gagliardetti.

Il lungo corteo guidato dal parroco don Pasquale Beretta ha poi raggiunto la chiesa parrocchiale, già gremita un'ora prima dell'inizio del rito funebre. Fuori dalla chiesa gli stessi striscioni presenti anche lunedì per l'ultimo saluto a Davide e a Giulia - «Ricordiamo i vostri sorrisi come i più belli del mondo» e «Il dolore di avervi perduto non troverà mai la gioia di avervi avuto tra noi» - e un cartellone con una serie di fotografie di Fabiana, sempre sorridente, e la scritta «Ti ricorderemo così, con il sorriso sulle labbra», e ancora il verso della canzone di Guccini.

In paese saracinesche abbassate e negozi chiusi per prendere parte al dolore che ha colpito le famiglie dei tre ragazzi scomparsi, in un silenzio surreale, rotto solo dal suono cupo delle campane.

a.ceresoli

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