Martedì 17 Luglio 2012

Professori di liceo severi
L'Università va giù in classifica

Se la virtù sta nel mezzo, l'ateneo di Bergamo può dirsi soddisfatto. Si colloca infatti al 34° posto nella tradizionale classifica delle università italiane statali de Il Sole24Ore in linea con i risultati conseguiti l'anno scorso (era al 33° posto).

Dieci gli indicatori su cui è costruito il ranking ufficiale del quotidiano di Confindustria che vede il Politecnico di Milano e quello di Torino al top della classifica seguito da Modena e Reggio Emilia, Pavia e Siena. Balzano all'occhio alcuni piazzamenti nei singoli indicatori dell'ateneo orobico.

Il primo: Bergamo è fanalino di coda nell'indicatore che misura i talenti presenti in università misurati sulla percentuale di laureati per voto di maturità superiore a 90 immatricolati nell'anno 2010/2011. «Si tratta di un indicatore - spiega Michele Meoli, coordinatore del team di ricerca sull'higher education dell'Università degli studi di Bergamo, creato all'interno del Ccse, il Cisalpino institute for comparative studies in Europe - utilizzato anche nelle classifiche internazionali, soprattutto quelle americane, dove si misura la capacità di attrarre i migliori dalle scuole superiori».

«L'Università degli studi di Bergamo ha un bacino di studenti legato in prevalenza al territorio. Un territorio in cui tra l'altro nelle scuole superiori si tende a essere piuttosto parchi nel dispensare voti troppo alti: da una ricerca che paragona Puglia e Lombardia emerge infatti che al Sud hanno tanti 100 quanti i nostri 90». L'ultimo posto dunque sarebbe dovuto al fatto che i prof delle superiori di Bergamo si confermano con il braccino corto nei voti.

La classifica del Sole, secondo gli esperti del Ccse non rende del tutto ragione della qualità dell'ateneo. Anche se, a onor della cronaca, va detto che su due punti Bergamo è in cima alla classifica: quello dell'occupabilità e quello della ricerca.

Leggi di più su L'Eco di martedì 17 luglio

m.sanfilippo

© riproduzione riservata