Martedì 31 Luglio 2012

Seriate, riapre il nido Carla Levati
Ma il 9 agosto personale licenziato

«Ancora nulla di fatto per il nido Carla Levati, o meglio ancora nulla di ben fatto». Sulla vicenda del nido Levati di Seriate, la struttura gestita da una società di capitali interamente controllata dal Comune, la Sanitas Srl, torna a parlare la Rappresentanza sindacale.

«L'amministrazione di Seriate - recita una nota - sembra non tener troppo conto dei tempi davvero stretti in cui ci si trova a dover organizzare un servizio educativo come un asilo nido, che vede per il momento al suo attivo ben settantuno iscrizioni. I genitori costituenti il comitato “Salviamo il nido Carla Levati”, preoccupati per la totale assenza di informazioni circa il futuro del nido, hanno scritto un'accorata lettera al Sindaco, chiedendo chiarimenti circa la riapertura del servizio, il calcolo delle rette e il personale educativo».

«Il sindaco, in risposta ai genitori - aggiunge la nota della Rsu -, ha dichiarato, solo pochi giorni fa, che il nido avrebbe riaperto il 3 settembre. Sicuramente le famiglie hanno tirato un sospiro di sollievo, avendo avuto almeno la conferma della riapertura a settembre, ma a che condizioni non è dato sapere. Garantire la continuità di un servizio educativo non significa solo riaprire quel servizio, ma anche e soprattutto garantire le stesse condizioni economiche e qualitative che da sempre hanno caratterizzato tale servizio».

«Affermare che il nido riaprirà il 3 settembre, requisito presente anche nel bando per l'affitto dei locali del Carla Levati - si legge ancora - significa affermare che il 3 settembre il nido sarà pronto ad ospitare i bambini iscritti, significa che il personale abbia già contattato tutte le famiglie, significa che l'equipe educativa abbia già organizzato il nido sia nella preparazione degli ambienti, sia nella progettazione educativa. Ma di quale personale si parla? Ad oggi per il personale del nido è infatti ancora in corso la procedura per licenziamento collettivo e in data 9 agosto il personale sarà a tutti gli effetti licenziato. Licenziamenti che forse potevano essere evitati, se si fosse trovato un accordo tra l'amministrazione, Sanitas e gli operatori del nido. Ma qualcuno, (e non ci riferiamo certamente ai lavoratori del nido), non si sa per quale motivo, si è intestardito nelle proprie posizioni. Eppure, lo stesso legale di Sanitas ha dichiarato che le richieste fatte dai lavoratori del nido erano assolutamente legittime e nella norma».

«Ad oggi, vista la situazione, i dubbi per le famiglie sono ancora molteplici. In primo luogo se ritroveranno i ‘loro educatori' a settembre e poi se le rette saranno ancora calcolate secondo il modello Isee, cosa difficile visto che il Carla Levati ormai è divenuto, a tutti gli effetti, un nido privato (anche se accreditato). Forse il sindaco manterrà fede a quanto affermato nel corso di una assemblea pubblica, cioè che l'amministrazione provvederà ad integrare le rette per le famiglie iscritte quest' anno».

Infine alcune «doverose considerazioni. Non ci si può che rammaricare per una decisione che porta un Comune come Seriate, che sfiora i 28.000 abitanti, a non poter più offrire ai propri cittadini un servizio alla persona essenziale quale è un asilo nido. Seriate non avrà più il suo nido comunale e forse molte famiglie avranno serie difficoltà a potersi ancora permettere questo tipo di servizio, offerto in forma privata. Molte persone (genitori del nido, comuni cittadini, politici della minoranza) hanno espresso grande preoccupazione circa la decisione di dismissione del servizio del nido comunale, venendo persino accusati, proprio dall'amministrazione, di essere in mala fede. Ma non è certamente così. La vera preoccupazione, viene offerta dalla superficialità con cui l'amministrazione di Seriate ha preso questa decisione, senza lasciare spazio a strade alternative. Si tratta della stessa amministrazione che si è fatta portabandiera dell'articolo 4 del D.L. 138/2011, normativa ora abrogata, che a Seriate lascia solo la chiusura di un nido comunale, tanta amarezza nei cittadini e una brutta figura per un'amministrazione che magari, a questo punto, avrà qualche rimpianto».

e.roncalli

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