Domenica 05 Agosto 2012

Scorribande dell'orso sul Linzone
Macconi: «Lo dicono le orme»

Un cane scambiato per orso? Orme attribuite a un plantigrado che ha snobbato la Valle Imagna per starsene al fresco in Trentino? Pietro Macconi , ex consigliere regionale, non ci sta: le foto che ha fatto avere al nostro giornale a suo avviso sono la prova provata del passaggio dell'orso nella Bergamasca e in particolare sul monte Linzone, tra Costa Imagna e Palazzago.

«Le cose che mi colpirono il mattino del 1 luglio furono tre: le dimensioni delle orme e la loro nitidezza, mai viste cosi grandi e distinte nel fango di alcune pozzanghere appena asciugate. Poi la quantità: almeno una decina. E infine i lunghi e sottili segni degli unghioni che si evidenziavano nel fango. Pur non essendo David Crockett, le ho identificate per quelle di un orso, avendole più volte osservate su riviste naturalistiche e poi per deduzione logica, non essendoci la possibilità di tracce di altri animali di simili dimensioni sul nostro territorio».

Detto questo Macconi non condivide la «lettura» delle orme fatta dalla dottoressa Chiara Crotti, zoologa e ricercatrice che per il Parco delle Orobie si occupa di monitorare la presenza degli orsi: «La prima ragione è che le orme di cane ipotizzate coprono appena la parte superiore della traccia che ho inviato. La seconda ragione è che non è possibile che un cane saltelli a piè pari per una decina di volte, ripetendo sempre la stessa impronta con precisione millimetrica, né che saltellando scivoli per dieci volte allungando la traccia in modo da farla apparire più grande, come quella di un orso».

Ma se la qualità dell'orma non bastasse ci sono gli avvistamenti di «persone affidabili e serie, che testimoniano di aver visto l'orso concretamente: la prima volta verso la metà di maggio, la seconda intorno al 10 di luglio».

e.roncalli

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