Mercoledì 08 Agosto 2012

Treviolo, antiquario di Bergamo
annega nelle acque del Brembo

È stato purtroppo ritrovato cadavere l'uomo che dalle 16.30 di mercoledì sommozzatori, vigili del fuoco, carabinieri e agenti della Polizia locale stavano cercando nelle acque del fiume Brembo all'altezza del cavalcavia dell'asse interurbano, sulla riva della grande area verde pubblica che il Comune di Treviolo ha creato nella frazione di Roncola.

Si tratta di Marco Bonfitto, 42 anni, antiquario in via Finazzi a Bergamo, che, verso le 16.30, mentre con un'amica stava cercando di raggiungere la sponda sinistra del fiume Brembo - attraversandolo dalla riva opposta - è improvvisamente caduto in acqua, senza più riuscire ad emergere, a pochi metri ormai dal traguardo che i due si erano prefissati, il parco della Roncola di Treviolo.

Immediato l'allarme lanciato dall'amica: nel giro di una manciata di minuti, sul posto sono arrivati  i vigili del fuoco, i sommozzatori di Treviglio, i carabinieri e alcuni agenti della polizia locale del paese per le ricerche dell'uomo, protrattesi per un'ora e mezza prima di riuscire a ritrovarlo.

Il corpo senza vita è stato ripescato attorno alle 18, a pochissima distanza dalla riva, a una decina di metri dal punto in cui l'antiquario era caduto, in un tratto di fiume profondo poco più di mezzo metro.

Ancora da chiarire la dinamica dell'accaduto: forse l'uomo è scivolato ed è caduto picchiando la testa su uno dei numerosi sassi presenti in quel punto, perdendo i sensi e morendo così annegato, oppure è finito in una «buca» particolarmente profonda.

Saranno comunque i carabinieri, al termine degliacertamenti, a ricostruire con esattezza quanto accaduto. La salma dell'uomo è ora a disposizione dell'autorità giudiziaria.

Sul posto anche il sindaco del paese Gianfranco Masper. Proprio nei giorni scorsi, l'amministrazione comunale aveva ripulito il tratto di sponda in questione, collocando anche alcuni cartelli di divieto di balneazione.

Secondo una prima ricostruzione, l'antiquario (che non era sposato e non aveva famiglia) e l'amica avevano attraversato il fiume partendo dalla sponda opposta, in pratica da quella delle Ghiaie di Bonate, e fermandosi sulle numerose «isolette» di sassi che costellano il Brembo in quel tratto di fiume, non particolarmente ricco di acqua.

La disgrazia si è consumata quando ormai i due erano praticamente arrivati: dal punto in cui si erano fermati alla sponda mancavano non più di cinque o sei metri. Forse l'uomo è finito in una buca particolarmente profonda non riuscendo più a riemergere.

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a.ceresoli

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