Sarnico, casa di riposo nella bufera
Un appalto nel mirino dei Padani

Sulla casa di riposo Faccanoni soffia la «Sarneghera», il terribile vento del Sebino. A portare le nubi ci hanno pensato i Padani per Sarnico. Nel mirino l'impianto fotovoltaico messo nel 2011 dalla Fondazione privata che governa la struttura.

Sarnico, casa di riposo nella bufera Un appalto nel mirino dei Padani

Sulla nuova casa di riposo Faccanoni soffia la «Sarneghera», il terribile vento del Sebino. A portare le nubi ci hanno pensato i Padani per Sarnico, vicini alla Lega. Nel mirino l'impianto fotovoltaico messo nel 2011 dalla Fondazione privata che governa la struttura.
È stata protocollata in Comune un'interrogazione per chiedere chiarezza sui lavori per il fotovoltaico eseguiti sul tetto della Rsa, nonché sui tempi lunghi, a detta sempre dei Padani, nella modifica della onlus da privata a partecipata con l'ingresso del Comune che acquisirebbe il 60% delle quote.

Spiega il capogruppo Giorgio Bertazzoli: «Riteniamo grave che il Comune ad oggi non abbia ratificato la convenzione dell'ottobre 2007 che prevedeva entro tre mesi dalla fine lavori (terminati a fine 2010), quindi entro la primavera 2011, il passaggio da Fondazione privata a partecipata». La struttura era stata inaugurata nel marzo del 2011, dopo il trasferimento degli ospiti.

«Peraltro – prosegue Bertazzoli – nel 2011 si è proceduto a un investimento di circa 530 mila euro per l'impianto fotovoltaico che, se rilevante sul fronte del risparmio energetico, non convince sul piano etico. La società realizzatrice è risultata la Energes srl di Castelli Calepio, partecipata al 40% dalla ditta Guarniflon di Grumello, azienda di proprietà di Giuseppe Mazza, attuale presidente della casa di riposo e per un altro 40% controllata dal figlio».

Per Bertazzoli «il presidente poteva evitare questo appalto». «Inoltre chiediamo – prosegue – che entro l'anno la Fondazione sia trasformata da privata a partecipata con la presenza fra i cinque consiglieri di due figure nominate dalle minoranze».

Pronta arriva la replica di Giuseppe Mazza, presidente della Fondazione Faccanoni: «L'onlus è un ente privato e, come tale, risponde alle norme che regolano il funzionamento delle fondazioni private ed, in particolare, al proprio Cda». Il sindaco Franco Dometti si limita a poche parole: «Risponderemo come sempre nelle sedi opportune».

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