Martedì 21 Agosto 2012

In ottantamila senz'acqua
A secco 14 paesi in Val Cavallina

È quasi al tramonto quest'assurdo torrido 20 agosto e Nicolina Paris, a Vigano San Martino, attraversa a piedi la statale 42. Va a casa, curva sotto il peso di due taniche da cinque litri, una di qua, una di là. Ha preso l'acqua nel Cherio per lo sciacquone del bagno. Quella potabile gliel'hanno portata a metà pomeriggio quelli del Comune in sacchetti da un litro.

Dovrebbe bastare fino a stamattina, quando forse l'acqua dovrebbe pian piano tornare nelle case di 80.000 persone, migliaio più migliaio meno, dove dall'alba di lunedì 20 agosto i rubinetti sono asciutti. Ma i disagi potrebbero durare fino a venerdì.

L'incubo di quest'estate infinita è cominciato a scivolare da su, da un piazzale di Endine fino ai paesi del lago: pian piano l'acqua è finita a Spinone, a Monasterolo, poi a Casazza, nei paesi dell'Unione e giù ancora nell'imbuto della Val Cavallina allargandosi poi da una parte verso Chiuduno e Grumello, dall'altra fino a San Paolo d'Argon e i due Cenate, passando da Trescore.

La Valle dell'acqua: così alcuni operatori turistici definiscono la Val Cavallina. Valle dell'acqua un tubo, verrebbe da dire. Un tubo rotto, e niente acqua potabile, e niente doccia, per 80.000 persone cotte da giorni e giorni di 35-36 gradi, implacabili.

C'è stata la distribuzione di acqua potabile in sacchetti, o arrivata con le cisterne, ma la gente, prima di saperlo, ha preso d'assalto i supermercati per fare scorta di bottiglie. Tutto è iniziato nel tardo pomeriggio di domenica a Endine Gaiano, quando il sistema di telecontrollo di Uniacque, la società che gestisce il ciclo idrico integrato in quasi tutta la provincia di Bergamo, ha segnalato una perdita di pressione e di portata in un tratto dell'acquedotto dei laghi, l'infrastruttura che porta l'acqua potabile dalla Val Borlezza fino a San Paolo d'Argon e a Chiuduno.

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m.sanfilippo

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