Martedì 04 Settembre 2012

«Danneggiati dal fatto di Lignano»
Al circo calo di pubblico del 30%

«Speriamo che prendano presto gli assassini. Questa brutta storia non ci riguarda: siamo completamente estranei a tutta la vicenda che ci sta danneggiando: rispetto a due anni fa, quando siamo venuti a Bergamo con il nostro circo, stiamo registrando un calo di pubblico del 30 per cento». I fratelli Bellucci, patron del circo ora ad Azzano San Paolo, sono preoccupati e amareggiati per il fatto di cronaca nera di Lignano Sabbiadoro che li ha coinvolti.

«Siamo innocenti e questa storia sta mettendo in cattiva luce il circo: «Non bisogna criminalizzare chi lavora in questo settore - spiega Attilio Bellucci, responsabile del circo con il fratello Emilio -, invece questa storia sta facendo proprio questo, con danni alla nostra immagine».

Ma ricordiamo cosa è successo: la scorsa settimana il circo «Bellucci più Mario Orfei» è stato svegliato dai carabinieri di Udine, con l'appoggio del comando di Stezzano, venuti per prendere Dna e impronte digitali di tutte le cinquanta persone che vi lavorano. Le indagini riguardano il delitto dei coniugi Rosetta Sostero e Paolo Brugato, avvenuto nella notte tra sabato 18 e domenica 19 a Lignano Sabbiadoro, dove il circo ha fatto tappa prima dell'arrivo a Bergamo.

La gente del circo tiene molto a precisare che il loro lavoro e modo di vivere può sembrare fuori dal comune per gli esterni, ma che si tratta di un ambiente sano e regolare. Già a luglio un altro episodio aveva infastidito non poco i proprietari del circo Bellucci: «Eravamo a Jesolo, la tappa precedente a Lignano Sabbiadoro. Un bambino di tre anni al mare con i nonni si era perso in spiaggia: i carabinieri sono venuti a cercarlo proprio da noi, che eravamo a quattro chilometri di distanza. Non capisco quale ragionamento possano aver fatto, di certo un bimbo così piccolo non sarebbe mai riuscito a fare tutta quella strada. Per fortuna poi il piccolo è stato ritrovato, naturalmente in spiaggia».

Tra gli artisti del circo non c'è sospetto né paura, soprattutto nella considerazione che, anche se le indagini proseguono, «se le forze dell'ordine avessero trovato qualcuno di sospetto tra di noi si sarebbe saputo - conclude Attilio Bellucci -. Invece è tutto regolare e tutto nella norma».

fa.tinaglia

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