Venerdì 05 Ottobre 2012

Cinghiali fuori controllo, è un assedio
Danni ingenti, «mettete le gabbie»

I cinghiali sono arrivati fino alla porta di casa o hanno fatto strage di animali da cortile, ma soprattutto hanno distrutto prati, pascoli, vigneti, coltivazioni di patate, orti di erbe aromatiche e campi di mais. Sono alcuni delle numerose esperienze vissute dagli agricoltori bergamaschi e denunciate alla Coldiretti provinciale.

“L'esasperazione è al limite - racconta Carlo Belotti, segretario della zona della montagna orientale di Coldiretti Bergamo - ; ogni giorno riceviamo segnalazioni di danni e richieste di interventi per porre fine a questo grave fenomeno che ormai è fuori controllo. Le iniziative di contenimento finora intraprese è evidente che non hanno dato i risultati sperati e alcune misure previste dalla delibera di giunta provinciale che consentirebbe l'utilizzo di gabbie per la cattura di cinghiali sono rimaste sino ad oggi disattese”.

Nel 2012 tramite gli uffici della Coldiretti sono state presentate alla Provincia circa 150 domande di richiesta di indennizzo. Nel 2010 e nel 2011 si stima che gli indennizzi liquidati per i cinghiali siano stati di circa 200.000 euro. Quest'anno la situazione sarà simile, se non più grave. Poiché gli indennizzi si riferiscono solo al mancato raccolto, i danni reali subiti dagli agricoltori sono almeno il doppio.

“Ormai i cinghiali si trovano in vaste aeree della nostra provincia – spiega Alberto Brivio, presidente della Coldiretti bergamasca - ma la zona del Sebino, della Val Cavallina e della Valle Seriana è letteralmente invasa. Si tratta di una presenza devastante, che causa danni ingenti agli agricoltori, mettendo a repentaglio anche la sicurezza della popolazione. E' nostra intenzione chiedere al più presto un incontro con l'assessore provinciale alla caccia affinché vengano definiti con la massima urgenza interventi rapidi e veramente risolutivi. Se la legge non prevede strumenti adeguati, bisogna fare il possibile per cambiare la legge. Stiamo anche valutando l'ipotesi di avviare una raccolta di firme da inviare al Prefetto. E' inaccettabile che in un momento in cui l'agricoltura sta assumendo un ruolo sempre più importante si lascino le imprese sole a subire l'assedio degli animali selvatici, pregiudicandone il ruolo economico, ambientale e territoriale”.

Secondo una stima basata su dati Eurispes, in Italia i danni causati dalla fauna selvatica ammontano a circa 70 milioni di euro all'anno e gravano sui bilanci di regioni, province ed enti parco, tenuti all'erogazione degli indennizzi.

“Il problema ha ormai assunto proporzioni straordinarie – sottolinea Gianfranco Drigo, direttore della Coldiretti bergamasca - quindi servono misure straordinarie. In questa fase di crisi economica gli agricoltori sono costretti ad accollarsi costi aggiuntivi per acquistare i foraggi andati distrutti e per ripristinare prati e pascoli resi inutilizzabili dall'attività di scavo dei cinghiali. Ogni giorno di ritardo nella soluzione di questo grave problema comporta un danno che va a pesare oltre che sull'agricoltore anche sulle casse degli enti pubblici”.

e.roncalli

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