Mercoledì 24 Ottobre 2012

Carobbio in lacrime saluta Matteo
Per lui l'impegno di tutta la comunità

Carobbio degli Angeli è sotto choc per la morte di Matteo Gritti, spentosi lunedì mattina, a soli 21 anni, agli Spedali Civili di Brescia. Da qualche anno Matteo stava lottando contro una terribile malattia che alla fine non gli ha dato scampo.

Per sostenere il ragazzo e la sua famiglia nei mesi scorsi si era creata una fitta rete di solidarietà, che aveva fatto scendere in campo le associazioni del paese e il Comune. Una rete di solidarietà costituita da molti volontari che per il ventunenne si erano impegnati fino all'ultimo.

Ed è un mondo, quello del volontariato, del quale Matteo stesso aveva sempre fatto parte: fin da bambino e sino all'ultimo è stato attivo nella vita sociale del paese, ad esempio nella Polisportiva e nell'oratorio. Nei mesi scorsi aveva contribuito, insieme al Gruppo giovani dell'oratorio, all'organizzazione della camminata della solidarietà per l'Auser: un'iniziativa che si è svolta domenica 9 settembre e ha richiamato a Carobbio moltissime persone da tutta la Val Calepio.

«La sua malattia improvvisa aveva colpito tutti in paese: per lui in molti si erano mobilitati – dice il sindaco Antonio Parsani –. Erano stati raccolti dei fondi, con alcune iniziative, per sostenere la famiglia ad acquistare la protesi di una gamba che era stata colpita dal cancro».

A Matteo erano state dedicate due serate di solidarietà in auditorium: entrambe le manifestazioni avevano raccolto molte adesioni. Lo scorso inverno la banda aveva organizzato un concerto musicale e il ricavato era stato devoluto ai familiari del giovane. Dopo alcuni mesi, a maggio, la compagnia teatrale «Don Michele Signorelli» di Predore aveva offerto una serata di animazione e anche in quel caso l'incasso della manifestazione era andato alla famiglia Gritti.

«Per Matteo si era creata una rete di solidarietà in paese – afferma l'assessore allo Sport Giuseppe Ondei –, ma era una rete a cui lui stesso voleva partecipare. Infatti era stato Matteo a far sì che la camminata di solidarietà organizzata a settembre venisse dedicata all'Auser». Matteo fin da bambino aveva giocato a calcio nella Polisportiva nella veste di consigliere nel direttivo dell'associazione sportiva dilettantistica: era rimasto nel settore giovanile per molti anni e prima di ammalarsi aveva giocato nella terza categoria.

In moltissimi, tra lunedì e ieri, hanno fatto visita alla camera ardente allestita nell'abitazione di via Campolungo, dove il ragazzo abitava con la mamma Ivana e il papà Giovanni. E mentre Comune e associazioni del paese stanno pensando a come ricordare in modo tangibile il ragazzo, si ritroveranno oggi alle 15 nella parrocchiale, dove sarà celebrato il funerale.

Monica Armeli

a.ceresoli

© riproduzione riservata