Sabato 10 Novembre 2012

Cani avvelenati a Fara d'Adda
Racconto di un lettore sconcertato

Un lettore residente a Fara d'Adda ci ha scritto per raccontare la storia dell'avvelenamento del suo cane e di diversi casi simili in paese. La totale indifferenza della società in cui viviamo lo lascia sgomento. Cerca prove da presentare ai carabinieri. Ecco il suo intervento.

«Egregio giornale, sono Renato Resmini e risiedo in via Udine 210 a Fara Gera d'Adda, volevo con questa mia lettera segnalare a voi alcuni fatti relativi all'avvelenamento dei cani che si sta verificando ormai da qualche mese nel paese in cui risiedo».

«La totale indifferenza della società in cui viviamo oggi mi lascia sgomento. Non sono il solo infatti ad aver trovato il proprio cane avvelenato in giardino al rientro dal lavoro. Sono l'unico però che ha trovato le prove che vedrete nelle foto allegate e che ha sporto regolare denuncia contro ignoti alla stazione dei carabinieri del mio paese».

«Quando ho acquistato casa l'ho cercata apposta con un giardino di proprietà nel quale avrei lasciato il mio cane Holly, un pastore tedesco femmina di 5 anni, e nessuna regola condominiale me lo vietava. Holly non può vivere chiusa in casa dalla mattina alle 7,30 quando mi devo recare in ufficio fino al mio rientro alle 18,30!».

«Tutto è inizianto quando poco più di un mese fa, al mio rientro dal lavoro, mi sono accorto di un suo strano nervosismo che poco dopo le ha causato un primo forte attacco epilettico, e dopo poco meno di due ore un secondo. Il giorno successivo mi sono rivolto al mio veterinario che mi ha prescritto dei medicinali in pastiglie per la cura di questo disturbo che il cane non aveva mai avuto prima».

«Per due giorni il cane è rimasto immobile in casa senza riuscire né a camminare, né a mangiare e facendosi addirittura i bisogni addosso. Il venerdì, quando stavo per andarmene al lavoro, è il mio cane stesso, ripresosi, a chiedermi di uscire e restare in giardino e così ho fatto».

«Al mio rientro, la sera, è successo però tutto quello che era già successo il martedì prima: ennesimo attacco di epilessia ed immobilità per altri due giorni. La domenica Holly è stata meglio ed è uscita in giardino per fare i suoi bisogni, durante la pulizia di questi mi sono accorto che nelle feci c'erano delle pastiglie. Mi sono allarmato credendo che non stesse assimilando e digerendo quelle che le stavo somministrando, ma mi sono accorto velocemente che non erano né della stessa dimensione, né spessore e né colore di quelle che il veterinario mi aveva prescritto!».

«Ho perlustrato il giardino e ho trovato quello che vedrete nelle foto allegate: feci piene di pastiglie di tre colori differenti, una "pappetta" contenente delle altre e pure lame di taglierino, vetro e viti. Holly è rimasta circa 3 settimane chiusa in casa fino a quando, dopo aver installato le telecamere in giardino, ieri, rientrando da lavoro ancora una volta ho trovato altre pastiglie che il mio cane aveva mangiato la mattina stessa, gettate all'interno del mio giardino da questo ignobile personaggio che non sono riuscito ad identificare».

«Sono tornato questa mattina ancora una volta dai carabinieri i quali mi hanno risposto che un'ennesima denuncia non sarebbe servita a niente e mi hanno suggerito di cercare di raccogliere prove che rappresentassero effettivamente chi è la persona che avvelena il mio cane indicandomi peraltro che dovrei essere pure in grado di dimostrare che quella persona è sempre la stessa. Non riesco a commentare niente, sono arrabbiato e scandalizzato, lascio a voi… Il mio cane non può stare chiuso in casa tutto il giorno».

m.sanfilippo

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