Martedì 20 Novembre 2012

Redditest on line, boom di accessi
20% delle dichiarazioni «non coerenti»

Dalla mattinata di martedì 20 novembre il Redditest è on line e tutti i contribuenti potranno così verificare la compatibilità fra reddito familiare e spese sostenute scaricando l'apposito software dal sito dell'Agenzia delle Entrate. Basta digitare www.agenziaentrate.it ed accedere al servizio senza, precisa l'Agenzia, lasciare alcuna traccia sul web dei propri dati.

Si tratta di uno strumento volto ad orientare il contribuente sulla coerenza tra il reddito del proprio nucleo familiare e le spese sostenute nell'anno. Per dare inizio al test bisogna indicare la composizione della famiglia e il Comune di residenza, poi vanno inserite le spese più significative sostenute nell'arco dell'anno, secondo sette macrocategorie: Abitazione; Mezzo di trasporto; Assicurazione e contributi; Istruzione; Tempo libero e cura della persona; Spese varie; Investimenti immobiliari e mobiliari netti.

Insomma rientrano tanti diversi esborsi, dai mutui all'rc auto, dalla palestra alla pay tv, dalle spese mediche a quelle per l'istruzione dei figli. Terminata la compilazione può apparire un messaggio di coerenza tra spese e redditi, «semaforo verde», o di incoerenza «semaforo rosso».

Sul canale Youtube dell'Agenzia sono inoltre disponibili un filmato che illustra passo dopo passo il funzionamento del redditest e un cartoon che risponde ai dubbi dei contribuenti sul nuovo software.

Il nuovo redditometro scalda i motori in vista del via libera dal 2013. Durante la conferenza stampa di presentazione, alla presenza del direttore dell'Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, è stato illustrato il nuovo accertamento sintetico che sarà utilizzato dai funzionari dell'Agenzia per i controlli relativi al periodo d'imposta 2009 e successivi. Il ReddiTest è uno strumento di compliance che serve a orientare il contribuente sulla coerenza tra il reddito del proprio nucleo familiare e le spese sostenute nell'anno.

Interessante cosa è emerso: dalle prime simulazioni, pare che oltre 4,3 milioni (circa il 20%) delle dichiarazioni dei redditi «risultano non coerenti». In particolare, ha spiegato Befera, si tratta di un fenomeno diffuso nelle aree del lavoro autonomo. Di più: quasi un milione di famiglie dichiara redditi pressochè nulli, «molti vicini allo zero». Il nuovo redditometro attende il via libera del decreto ministeriale e «a gennaio sarà utilizzabile», ha annunciato Befera, aggiungendo che verrà utilizzato «con la massima cautela e soltanto per differenze eclatanti» tra le spese e i redditi dichiarati.

fa.tinaglia

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