La Cgil sul nuovo ospedale:
«Si deve completare l'opera»

A trasloco effettuato, la Cgil provinciale torna sul delicato passaggio che sta vivendo il Nuovo Ospedale di Bergamo. Orazio Amboni, responsabile del Dipartimento Welfare: «C'è da completare l'opera e ritornare ai normali volumi di attività».

A trasloco effettuato, la Cgil provinciale torna sul delicato passaggio che sta vivendo il Nuovo Ospedale di Bergamo. Ecco di seguito le considerazioni di Orazio Amboni, responsabile del Dipartimento Welfare del sindacato di via Garibaldi: «Siamo stati definiti "scettici" perché, invece di un trasloco parziale e con tempi ristretti, avremmo preferito, non senza motivazioni serie e fondate, un trasloco completo ad ospedale dotato di tutte le sue funzionalità. Più appropriato sarebbe stato definirci "prudenti" o "rigorosi": chiunque, visitando il Nuovo Ospedale o lavorandoci, può constatare quanto cammino ancora ci sia da fare per raggiungere una piena funzionalità. Ma ora non è più il momento di recriminare sul passato, bisogna invece pensare ai prossimi mesi e discuterne "l'agenda"».

«C'è il rischio che, ormai inaugurata la struttura, spente le luci della ribalta giornalistica sul trasloco e sui forse troppo vantati prodigiosi interventi consentiti dal nuovo impianto, ci si adatti a tempi più lenti per il completamento delle opere che ancora mancano: il centro trasfusionale, la centrale di sterilizzazione, il sistema di trasporti interni, il completamento delle reti, la messa in funzione e l'accreditamento di tutte le sale operatorie e terapie intensive».

«Finché l'Ospedale, come ora, funziona a volumi molto ridotti (300 ricoverati: 1/3 circa degli standard abituali) i disagi causati dalle strutture mancanti possono essere sostenuti. Così non sarà, invece, con il ritorno a numeri normali nei ricoveri, basti pensare a quante sono le sale operatorie tuttora inagibili. Intanto i pazienti ingrossano le liste d'attesa o, se non sono in condizioni di poter aspettare, si rivolgono alle altre strutture che, ci risulta, sono in grande sofferenza perché con organici già al minimo hanno dovuto affrontare una situazione eccezionale che rischia di prolungarsi nel tempo».

«Il primo punto dell'Agenda è quindi lo stabilire, da parte della Direzione Aziendale, tempi certi per il completamento delle opere e per il riassorbimento delle liste d'attesa e la ripresa dei normali volumi di attività. La stessa fretta dimostrata nell'ultimo mese va estesa pertanto a questa nuova fase. Il secondo punto dell'Agenda non riguarda solo da Direzione del Nuovo Ospedale ma riguarda anche le altre Aziende e l'Asl: non sono più rinviabili, ormai, scelte sulla rete ospedaliera; non più rinviabili anche perché incombono gli adempimenti dettati dalla spending review e dalla recente delibera regionale sui requisiti numerici per la sopravvivenza delle unità operative di alcune specialità (Radioterapie, Punti Nascita, Emodinamiche, Cardiochirurgie, Chirurgie vascolari, Neurochirurgie, Chirurgie toraciche)».

«Successivi punti dell'Agenda dovranno riguardare, da un lato, la risposta da dare a tutte quelle carenze e criticità che solo con il pieno utilizzo della nuova struttura è assai probabile che emergano e in parte sono già emerse (basti pensare ai discussi problemi che riguardano viabilità, segnaletica, parcheggi, ma anche a carenze in materia di sicurezza che si sono manifestate in alcune unità operative), dall'altro un ripensamento sulle politiche del personale: se è vero che la nuova struttura è all'avanguardia dal punto di vista tecnologico, è altrettanto vero che le nuove potenzialità potranno essere pienamente sfruttate solo con un adeguamento degli organici nei vari profili professionali, sia di tipo sanitario che di tipo tecnico».

«Non va dimenticata, infine, la questione che abbiamo già posto circa il Centro Prelievi, di cui almeno un distaccamento operativo va mantenuto in città, viste le difficoltà di accesso alla nuova sede confermate da questi primi giorni di operatività dell'Ospedale. Su queste sfide sarà necessario aprire un confronto con l'Azienda Ospedaliera e la Direzione dell'Asl».

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