Lunedì 07 Gennaio 2013

Smog, Bergamo ancora fuorilegge
Scontro Legambiente-Palafrizzoni

I superamenti sono stati ancora quasi il triplo di quelli consentiti. Nel 2012 - secondo i dati di Legambiente su fonte Arpa - sono stati 99 i giorni di sforo del limite di 50 microgrammi al metro cubo di Pm10 in città, contro i 35 stabiliti dalla normativa europea.

Un numero in linea con quello del 2011 (mentre i giorni erano 72-73 negli anni 2009 e 2010) e letto (ovviamente) diversamente da ambientalisti e Palafrizzoni. Se per i verdi l'amministrazione è ancora deficitaria di azioni concrete e strutturali contro lo smog, per l'assessore all'Ecologia Massimo Bandera il trend è addirittura positivo, perché alcuni parametri sono in netto miglioramento.

Con una controtendenza: il 4-5 gennaio (ultimi rilevamenti disponibili), infatti, mentre l'hinterland respirava a fatica per i valori alti di polveri sottili, il capoluogo se la cavava tra i 30 e i 35 microgrammi al metro cubo, nonostante le temperature in rialzo. «Merito del trasloco dell'ospedale che porta fuori i flussi di traffico?», azzarda l'assessore.

Ma al di là delle boutade, per Legambiente c'è poco da stare allegri. «Se a parole il Comune dichiara guerra alle polveri sottili, nei fatti fa gran poco. La situazione è seria, non ci sono miglioramenti», commenta Nicola Cremaschi. Mettendo a fuoco almeno tre mancate azioni, che avrebbero potuto incidere su riscaldamento e traffico, tra le principali cause dell'insidioso inquinante.

Primo: «È stato posticipato l'obbligo delle termovalvole ai caloriferi, un provvedimento per gli impianti centralizzati che permette a ciascuno di pagare quanto consuma e quindi di "responsabilizzarsi" rispetto ai consumi. Secondo: la debolezza del Piano urbano del traffico. «Ci sono solo quattro righe dedicate al problema». Terzo: l'inesistente fronte dei controlli. «I nostri nonni-sentinelle non sono mai stati fermati dai vigili. Dove sono i controlli?».

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m.sanfilippo

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