Martedì 08 Gennaio 2013

Sgombero di una casa a Martinengo
Presidio dell'Unione inquilini

«Martedi 8 gennaio a Martinengo è previsto lo sgombero della famiglia di Fatima dal suo alloggio, in via Piave. L'ennesimo sfratto da una casa comunale. Fatima e il marito sono cittadini italiani, hanno 5 figli, di cui uno invalido (invalidità pari al 75%). Il marito è un operaio metalmeccanico presso la fabbrica ”Exide” di Romano di Lombardia (ex Magneti Marelli). Abitano in una casa assegnata loro dall'amministrazione comunale precedente a causa della loro difficile condizione sociale: infatti erano stati colpiti da un precedente sfratto per morosità e l'alloggio assegnato loro doveva servire per aiutare ad uscire dalla condizione di precarietà sociale». A scriverlo in un comunicato stampa l'Unione inquilini che segnala la vicenda.

«Le condizioni economiche e quelle della salute del figlio sono decisamente peggiorate. La famiglia di Fatima tuttavia attualmente paga regolarmente il canone d'affito, non è morosa nei confronti del Comune. Purtroppo la nuova amministrazione ha deciso di vendere gli alloggi pubblici, sfrattando le famiglie che vi abitano, per fare cassa - continua il documento dell'Unione inquilini -. Inutilmente abbiamo chiesto al Comune che si facesse promotore della richiesta, indirizzata alla Prefettura di Bergamo, di una graduazione o interruzione dell'esecuzione forzata degli sfratti per permettere alle famiglie il passaggio da casa a casa». Ma la storia della famiglia di Fatima non ha avuto risoluzione per il momento e nella mattinata di martedì è previsto l'intervento dell'ufficiale giudiziario. Ad aspettarlo, in via Piave 33, un presidio organizzato dall'Unione inquilini.

fa.tinaglia

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