Venerdì 11 Gennaio 2013

Storie di vita, morte, uomini e cani
Storie che devono far riflettere

E' davvero incredibile il susseguirsi di notizie che stiamo registrando nella nostra provincia legate ai nostri amici a 4 zampe, e ancora più incredibile è la diversità di situazioni in cui questi fortunati o sventurati animali si sono venuti a trovare: abbiamo aperto il nuovo anno con la splendida favola del meticcetto Jacky, caduto in un dirupo e vegliato per due giorni e due notti dai suoi padroncini fino a che non è stato tratto in salvo dai suoi soccorritori.

Non abbiamo avuto neppure il tempo di gioire per questo splendido lieto fine che le cronache ci hanno portato alla luce due storie di abbandono e crudeltà: un piccolo amico abbandonato a se stesso da giorni in un appartamento perché i suoi proprietari sono andati in vacanza (convinti che lasciargli a disposizione diverse ciotole di cibo e acqua fosse sufficiente per fargli trascorrere serenamente un lungo periodo di tempo), e una piccola meticcia legata ad un tronco d'albero e brutalmente massacrata a martellate dal suo aguzzino.

Quella di ieri però è la notizia più sconcertante e che davvero mette i brividi, non solo per la fredda cronaca, ma per la triste condizione di solitudine ed indifferenza in cui riversava un giovane uomo, tanto da venire trovato senza vita parecchi mesi dopo la sua morte. A vegliarlo per tutto questo tempo il suo fedele beagle, che per sopravvivere e non lasciare solo il suo compagno umano ha dovuto cibarsi dei suoi poveri resti.

Quante storie, dolci e amare, di vita, morte, uomini e cani hanno segnato questo inizio di anno, storie che ci fanno capire quanto sia profondo il legame che questi fantastici animali riescono a creare con noi e quanto reciprocamente ci sentiamo contemporaneamente forti e fragili gli uni nei confronti degli altri. Pensate alla fragilità di jacky che si sentiva perduto se dal dirupo non riusciva a scorgere i suoi padrocini, ma anche alla fragilità di quel povero signore che nient'altro probabilmente aveva se non l'amicizia fedele del suo cane. E pensate invece alla forza dei compagni di jacky che lo hanno vegliato all'addiaccio esposti al freddo delle notti invernali, e alla forza disperata di quel beagle capace di resistere tre lunghi mesi per vegliare il suo padrone, arrivando al gesto disperato di cui tutti sappiamo pur di sopravvivere.

Attenzione, non crediate ad una sorta di macabro "cannibalismo", non crediate che il cane, una volta esaurite le sue scorte di cibo si sia avventato sul corpo del suo padrone, semplicemente lo ha fatto solamente per rimanere al suo fianco fino a che avesse potuto, perché ormai non gli restava altro che quello. Che senso avrebbe avuto la sua vita senza di lui?  Se il suo umano se ne fosse andato in vacanza lasciandogli chili e chili di cibo, lui probabilmente avrebbe fatto  esattamente come il meticcio di cui ho accennato nelle prime righe di questo articolo, avrebbe iniziato ad abbaiare, a farsi sentire e dopo pochi giorni (se non dopo poche ore), qualcuno sarebbe intervenuto.

Ma non era quello che il suo cuore gli ha detto di fare, il suo grande cuore di cane gli ha detto di restare con lui, e solo per amore è arrivato a tanto. E noi tante volte non riusciamo a capire quanto sia speciale questo grande ed incondizionato amore di cui queste creature sono capaci, a volte addirittura arriviamo a gesti di una crudeltà assoluta nei loro confronti, sfoghiamo su di loro le nostre frustrazioni e i nostri fallimenti, quasi fossero colpevoli delle nostre piccole e grandi sventure. Addirittura arriviamo a pretendere che possano sopportare ogni tipo di angheria, dall'abbandono alle bastonate (o peggio) senza che abbiano nessuna possibilità di difendersi, perché ci arroghiamo ancora troppo spesso di avere addirittura su di loro il potere di vita o di morte.

Già, vita e morte, torniamo al filo conduttore di questo articolo. Che queste piccole e grandi storie di vita, morte, uomini e cani ci facciano riflettere. I cani non mentono mai sull'amore, e gli uomini che imparano questa lezione sono persone migliori.

Paolo Bosatra
educatore cinofilo
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