Domenica 13 Gennaio 2013

Bombassei: «Richiamato alle armi
Non è più il tempo del teatrino»

«Lei l'ha fatto il militare?». Lo definiscono il più teutonico degli imprenditori italiani e la frase è effettivamente perentoria. Ma Alberto Bombassei, nell'avveniristico quartier generale della Brembo, sorride e offre un Mon Chéri.

Non era una domanda, era l'inizio della risposta. «La mia non è una candidatura, ma quasi un richiamo alle armi. Un dovere verso il Paese dal quale ho ricevuto molto e al quale voglio restituire qualcosa. Mario Monti mi ha telefonato una settimana fa. Ci ho pensato un giorno e una notte, poi ho detto sì. Anche se so che questo sì vuol dire cambiare vita».

Significa allontanarsi almeno per un po' dalla sua creatura, un'azienda da Formula uno che fattura 1,3 miliardi di euro ed è un vanto della manifattura italiana. Significa abbandonare pro tempore il suo mondo di alta tecnologia e ricerca, dove la partita è planetaria e si vince sui millesimi accarezzando la perfezione del prodotto. Significa soprattutto passare dalla Ferrari al calesse. Al valzer della politica.

Presidente Bombassei, accade che i leader nei loro campi entrino in Parlamento e diventino comprimari. Calcolato il rischio?
«Credo che un salto di qualità sia necessario e che il governo Monti l'abbia anticipato. Sono onorato da questa chiamata, conosco il premier dai tempi della Bocconi e sono convinto che ci siano spazi per lavorare sul serio. La situazione è delicata, il Paese è in recessione, non mi pare che sia più il tempo del teatrino della politica. Sarebbe deludente poter incidere poco o niente, in questo caso non resterebbe che tornare al paesello. Ma sono sicuro che la prossima stagione parlamentare sia quella del rinnovamento e dell'efficienza della politica per il bene comune».

Leggi l'intervista di Giorgo Gandola a Bombassei su L'Eco di domenica 13 gennaio

m.sanfilippo

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