Giovedì 24 Gennaio 2013

In carcere 79 giorni senza colpa
Lo Stato lo risarcisce con 18mila €

Ha trascorso 79 giorni in carcere, nonostante continuasse a dichiararsi innocente e nonostante il fatto che, per scagionarlo, sarebbe bastata una semplice fotografia: ora, liberato da ogni accusa, dopo un tormentato iter giudiziario Harchi Rachid, cittadino marocchino di 35 anni residente a Verdello e assistito dall'avvocato Gianfranco Brancato, ha ottenuto finalmente un indennizzo per l'ingiusta detenzione che ha dovuto patire.

Lui però, persi il lavoro e la serenità, vittima di una forte depressione, non è riuscito a restare in Italia: dopo l'ordinanza, pur non avendo ancora riscosso il dovuto, è tornato in Marocco.

Il risarcimento, infatti, arriva a ben quattro anni e mezzo di distanza dalla sua carcerazione, e solo dopo che la Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza con cui la Corte d'Appello di Brescia – dando tutta la responsabilità dell'errore giudiziario all'autorità belga che aveva emesso l'ordine di cattura – aveva respinto l'iniziale richiesta di risarcimento, nel 2011.

Alla fine i giudici bresciani, proprio sulla base della decisione della Suprema Corte, hanno disposto nei suoi confronti un risarcimento fissato in 235,82 euro per ogni giorno di reclusione, per un totale di 18.629,78 euro: cifra che, ad oggi, non è stata comunque ancora versata dallo Stato al trentacinquenne.

L'intricata vicenda nasce in Belgio, più precisamente a Charleroi. Qui il 6 giugno del 2008 era stato ucciso con una coltellata Kamal Azdi, un cittadino marocchino di 24 anni, all'epoca con anche un domicilio a Caravaggio. Un equivoco portò in carcere Harchi Rachid ma lui non c'entrava nulla.

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a.ceresoli

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