Martedì 05 Febbraio 2013

Technology Transfer Society
A Bergamo molti premi Nobel

Sviluppare sempre più la collaborazione e le sinergie con importanti università straniere e attivare progetti con istituzioni o organizzazioni internazionali. E' una sfida che l'Università di Bergamo si è posta come obiettivo per i prossimi anni e che trova un primo appuntamento importante in agenda a fine 2013, l'8 e 9 novembre, quando l'Università di Bergamo ospiterà la conferenza annuale dell'associazione americana Technology Transfer Society.

L'associazione internazionale, fondata nel 1975 negli Stati Uniti, riunisce studiosi di trasferimento tecnologico e conoscitivo di diverse discipline (ingegneria, economia, management, etc), a fianco di direttori di parchi scientifici e tecnologici, centri di ricerca, istituzioni pubbliche.

La conferenza, organizzata lo scorso anno dalla US national Accademy of Sciences a New York, ospiterà a Bergamo, l'8 e il 9 novembre, 150 studiosi e professionisti da tutto il mondo, con la partecipazione anche di Premi Nobel. Le relazioni di principali esponenti della comunità scientifica si alterneranno a interventi e dibattiti con relatori del mondo delle imprese e delle istituzioni.

“Negli Stati Uniti, da diversi decenni, i temi del trasferimento tecnologico e conoscitivo sono al centro delle università, e la relazione con le imprese è maggiormente consolidata che in Europa. Tant'è che questa conferenza annuale si è svolta quasi sempre negli Stati Uniti - spiega il professor Silvio Vismara, docente di Economia e Organizzazione Aziendale all'Università di Bergamo - In Europa, uno dei paesi che pone maggiore attenzione all'inserimento degli studenti e dei neo-laureati nel mondo del lavoro è la Germania che con la sua università di Augsburg è stata infatti sede nel 2011 di una Conferenza della Technology Transfer Society. Ora tocca noi. La nostra Università ha relazioni strette con quella di Augsburg, con cui abbiamo fondato un Centro congiunto, il CCSE (Cisalpino Institute for Comparative Studies in Europe); grazie al lavoro fatto in questi anni in tema di ricerca, didattica e attività sul territorio, abbiamo stretto contatti con la Società che ha accettato di venire a discutere di trasferimento tecnologico a Bergamo”.

E aggiunge il professor Vismara: “L'interesse per la conferenza è molto forte negli Stati Uniti da parte di centri di ricerca pubblici e privati, istituzioni pubbliche. Spero che riusciremo a coinvolgere analoghi partner anche in Italia. Credo sia una bella occasione non solo per l'Università di Bergamo ma per tutto il territorio”.

a.ceresoli

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