Lunedì 11 Febbraio 2013

E nel mirino del Fisco
risparmi e investimenti

I risparmi e gli investimenti sono tra i capitoli colpiti dai rincari governativi del 2013. Complici l'imposta di bollo, la mini patrimoniale, e la Tobin Tax sulle transazioni.

Passata troppo sotto silenzio, dal 2012 è stata introdotta un'imposta di bollo (pari allo 0,10%) da applicare a tutte le comunicazioni da inviare ai clienti e relative ai prodotti finanziari, quali, ad esempio, conti deposito, certificati di deposito, titoli di stato, obbligazioni, azioni, fondi comuni, gestioni patrimoniali.

Esclusi dall'imposta invece i fondi pensione e quelli sanitari. L'importo minimo dell'imposta è di 34,20 euro, mentre quello massimo (ma in questo caso valeva sino al 31 dicembre scorso), non poteva superare i 1.200 euro.

Ciò significa, ad esempio, che se al 31 dicembre 2012 si possedevano 50 mila euro in alcuni dei titoli sopraccitati, lo stato si è intascato 50 euro. Da quest'anno però l'aliquota sale allo 0,15% (quindi, sull'esempio precedente, lo Stato nel 2013 si piglia 25 euro in più), e viene eliminato il tetto massimo per le persone fisiche di 1.200 euro (ripristinando una sorta di equità fiscale).

Poi ci sono l'imposta di bollo, la Tobin Tax sulle transazioni finanziarie, la Tares (contestata nuova tassa comunale su rifiuti e servizi che porterà un aumento minimo del tributo di 30 centesimi al metro quadro.

Tutti i dettagli su L'Eco di Bergamo dell'11 febbraio

r.clemente

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