Lunedì 18 Febbraio 2013

Orio, novità nella sorveglianza
Sacbo revoca il contratto all'Ati

Grande è la confusione sotto il cielo. Il Comitato esecutivo di Sacbo ha revocato l'aggiudicazione del servizio di sorveglianza all'Ati (associazione temporanea d'impresa) tra Italpol e Sicuritalia.

Una vicenda che finora ha fatto la felicità degli avvocati, e che purtroppo pare promettere nuove puntate. Sacbo ha terminato l'esame dei due scatoloni di documenti consegnati ad inizio gennaio, e il giudizio è stato negativo: documentazione carente e mancanza dei requisiti previsti dalla legge (in primis dell'abilitazione Enac) per diversi dei 150 vigilantes che dovrebbero effettuare il servizio di controllo ai varchi.

«In relazione alla gara di appalto per i servizi di sicurezza e vigilanza in ambito aeroportuale - comunica quindi Sacbo -,  la verifica circa il possesso dei requisiti previsti dal capitolato speciale d'appalto e dal disciplinare di gara ha consentito di accertare il mancato rispetto dei parametri richiesti alla società aggiudicataria, rappresentata dal Raggruppamento Temporaneo di imprese Italpol Vigilanza e Sicuritalia. Il Comitato Esecutivo di Sacbo, esaminata la relazione e il rapporto finale esteso dal Responsabile Unico del Procedimento e facendo proprie le motivazioni in esso contenuti, ha deliberato di revocare l'aggiudicazione definitiva avvenuta in data 5 novembre. Le decisioni conseguenti sono rimandate alla prossima riunione del Consiglio di Amministrazione di Sacbo, che sarà convocata nella seconda metà di marzo 2013».

Quello revocato è un appalto da 6 milioni l'anno. Ora è tutto rimandato al prossimo mese: in teoria Sacbo dovrebbe aggiudicare il servizio alla seconda classificata, la romana Sipro. Fermo restando che sul ricorso al Tar di Italpol-Sicuritalia si può scommettere con sufficiente certezza. Ma anche la seconda classificata potrebbe non avere i requisiti. Che andavano verificati ex post, cioè dopo l'aggiudicazione in una gara dove l'aspetto economico aveva il maggior peso. E potrebbe non esserci nemmeno il tempo necessario per procurarseli, considerato che le certificazioni Enac hanno i loro bei tempi tecnici.

Sullo sfondo c'è la Fidelitas, che in questa classifica dovrebbe essere al quarto posto: da sempre titolare del servizio di vigilanza ad Orio e protagonista di una lotta senza quartiere a colpi di ricorsi amministrativi a tutto campo dopo aver perso la gara. Finora è stata battuta una volta al Tar e due al Consiglio di Stato, in un autentico delirio di carte bollate.

fa.tinaglia

© riproduzione riservata